DI ALBERTO TAROZZI

ALBERTO TAROZZI

 

Elezioni, non solo Italia.
A una settimana dal voto delle politiche del 26 giugno un sondaggio pubblicato da El Paìs fornisce un quadro sorprendente della situazione spagnola.

Primo partito sempre i Popolari, ma la loro eventuale ”vittoria” viene definita ”pirrica” (di Pirro per i non addetti ai lavori).
Da un sondaggio che si prende cura di quella che potrebbe essere la nuova distribuzione dei seggi, risulta infatti che i Popolari del centro-destra si allontanerebbero ancora di più dalla soglia minima necessaria a governare. Anche con l’appoggio della lista civica di Ciudadanos raggiungerebbero solo 153 dei 176 seggi necessari, contro i 163 della passata legislatura.

Altro discorso per le formazioni di sinistra e centro-sinistra.
Se è vero che i Socialisti rosso garofano perderebbero 8 seggi, tale perdita sarebbe largamente controbilanciata dal successo di Unidos Podemos, deriivante dall’accordo tra i rosso vivi di Izquierda Unita e i viola di Podemos, che insieme guadagnerebbero 22 seggi: totale 175 seggi, solamente uno in meno del fatidico 50%+1 necessario a governare.

Certo i sondaggi relativi al numero dei seggi sono meno affidabili di quelli relativi al numero dei voti; certo un’alleanza di govrerno tra Socialisti e UP è ancora di non facile scrittura.

Comunque sia, dopo i successi della sinistra in Portogallo, si prefigura forse un modello iberico capace di conciliare le istanze ”populiste”, o presunte tali, e quelle della sinistra.

Qualcosa di unico finora in Europa, che però potrebbe essere replicato, magari soprattutto nell’area mediterranea.
A qualcuno da noi, stanno forse fischiando le orecchie.

Se ne riparla tra una settimana.

Los populares lograrían 114 escaños, el partido de Iglesias, 93 y el PSOE, 82, según Metroscopia.
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