DI LUCIO GIORDANO
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Alla convention annuale del Movimento 5 Stelle a Palermo, al via oggi , qualcuno mi dice che arriveranno in centomila da tutta Italia. Mi sembra una cifra esagerata . Ma se cosi fosse vorrebbe dire che nessuna formazione politica, come il M5S, riesce a polarizzare cosi bene l’ attenzione della gente. Non certo il partito renziano. Che si incontra a porte chiuse o nelle feste dell’ Unità, da un paio danni riservate a pochi affezionati. Non certo partiti senza rappresentanza popolare come NcD o Ala, gonfi in parlamento e desolantemente vuoti nelle piazze. Non certo Forza Italia Lega Nord o Fratelli d’ Italia, in profondissima crisi d’identità. Ingessati come sono in un consapevole senso di colpa per esser stati i protagonisti del disastro economico e sociale dell’ Italia degli ultimi anni.
E dunque, se il movimento riesce in questa impresa, un motivo ci sarà. Ne parlavo proprio ieri sera con una collega. E mi diceva: “Il movimento funziona perche rimane l’ ultima possibilità per i delusi della politica. Finita quella sarebbe la fine della speranza in un cambiamento vero della nostra società”.
Non posso che darle ragione. Nè la destra renziana né la destra radicale sono riusciti ad intercettare le esigenze e i bisogni della gente comune. In attesa del partito di sinistra che verrà , in effetti a oggi i 5 stelle sono obiettivamente gli unici.
Ma non essendo mai stato un tifoso e visto che il compito di un giornalista è quello di riportare i fatti con onestà e senza padroni, devo riconoscere che i 5 stelle di errori ne hanno fatti tanti nella loro breve storia politica. Errori clamorosi. Che in questo spartiacque, che sarà il raduno annuale di Palermo, dovranno ammettere loro per primi.
Sinteticamente. Grillo ha sbagliato a puntare su un direttorio ristretto, troppo ambizioso e soprattutto troppo giovane. Poteva puntare su gente esperta e preparata come Giarrusso o Morra, ha preferito puntare su ragazzotti dalla parlantina fluida ma inadeguati come Di Maio. Doveva opporsi alla candidatura di Virginia Raggi a sindaco di Roma ma non lo ha fatto. Doveva munirsi di un regolarmento interno e invece ha procrastinato i tempi. Doveva chiarire ora piu che mai se il M5S è un movimento di destra o di sinistra, distinzione fondamentale, e al contrario ancora oggi all’ interno del movimento c’è di tutto. Purtroppo anche molti tifosi di Casa Pound e di delusi della destra storica. Doveva preparare un gruppo dirigente colto e pronto ad affiancarlo e invece si sente ancora aria di improvvisazione ad ogni alito di vento. Al riguardo un’altra collega due giorni fa mi raccontava di aver partecipato a Roma ad un incontro tra il vice sindaco Frongia e alcuni cittadini dell’ ottavo municipio. La sua impressione è che ci fosse molta passione in quella riunione ma anche una certa inadeguatezza pratica ed organizzativa. E soprattutto una mancanza di cultura alimentata da un atteggiamento refrattario nei confronti di intelllettuali e libri. Imperdonabile. Per qualsiasi movimento popolare la presenza e la guida di intellettuali dotati di un notevole bagaglio culturale è infatti fondamentale.
Come vedete tante, troppe e tante altre ancora sono le cose che non vanno all’ interno dei 5 stelle. Eppure con avversari politici autoreferenziali e legati a doppio filo alle lobby di potere come i renziani , il M5S ha vita facile a resistere. Ad esistere. Gli attacchi violenti, spesso isterici nei confronti del movimento, con quasi tutti i media schierati e pronti a colpire scandalosamente con il bazooka ad ogni piccolo e grande errore dei grillini, fanno capire quanto il movimento di Grillo sia temuto. Temutissimo.
Insomma, proprio nel momento in cui si sentono i primi scricchiolii per i colpi di cannone che hanno colpito il movimento,  a Palermo il M5S dovrà dinostrare di ricompattarsi, di fare tesoro degli errori e svoltare decisamente a sinistra per ripartire. Altrimenti, se non lo farà, se la convention si trasformerà in un momento autocelebrativo senza voler affrontare di petto i problemi, senza fare ammenda sugli sbagli commessi, per i 5 stelle potrebbe essere l’ inizio della fine. Non credo. Ma pur non essendo un simpatizzante grillino, se capitasse ne sarei dispiaciuto. Dispiaciuto e preoccupato. L’ Italia ha infatti bisogno del M5S per stanare il marcio che si è incrostato nelle fondamenta del Paese. E finora, se non si rovinano governando città e nazione, bisogna dare atto ai 5 stelle che insieme con quel che rimane della sinistra, sono stati gli unici ad averlo fatto. Almeno, ad averci provato. Palermo è dunque l’ esame di maturità per Grillo e i suoi. Se lo passano, a Renzi inizierà a ballare la poltrona. E ai poteri forti verrà una fifa blu.