DI LUCIO GIORDANO

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Il parlamento come un tavolo verde.  Per posta il comando del Paese.  E alla fine,  un anno dopo, c’è chi ha perso tutto.

E’  l’ultima mano. Per chi non conoscesse il poker,  ad una certa ora, di solito si chiama  l’ultimo giro, quattro mani in tutto. I destini in quattro smazzate. Ad inizio partita Berlusconi , perchè il Pdl è Berlusconi, aveva vinto tutti i piatti. Tutti. Poi è stato il turno della Lega nord. Destra trionfante. Ma a metà partita anche  il terzo polo di centro destra  ha iniziato a vincere.

Ultimo giro. Tre mani: centro sinistra, terzo polo, centro sinistra. Berlusconi è andato a vedere sempre  con una coppia di donne, con una doppia coppia di donne, ancora con una coppia di donne. Bluffando, rilanciando, perdendo, azzerando  tutti i guadagni d’inizio partita. E’ sotto di diversi soldi. E adesso, per rifarsi,  gioca il tutto per tutto. Sa che se perdesse anche questa ultima partita  gli verrebbe  presentato il conto. Il 6 aprile , l’inizio del processo Ruby, atto finale della sua carriera di giocatore d’azzardo.

Strizza l’occhio al compagno di tavolo: la Lega. Che si tira indietro. Cambio di carte. In mano ancora una coppia di donne. Ma ormai il premier è disperato, deve rischiare, come ama fare sempre. Getta sul tavolo una bella cifra . Anche il terzo polo cambia le carte. il tris di re non diventa poker. Vorrebbe andare a vedere ma non ha soldi  a sufficienza. Gli hanno sfilato i parlamentari da sotto il naso, non ha industrie di famiglia da mettere sul piatto.

Il centro sinistra alza il sopracciglio. Senza far trapelare emozioni dichiara: servito. Poker d’assi. Adesso la partita è a due. Ad un rilancio, Berlusconi  rilancia  ancora: fino alla luna. Chiede la divisione delle carriere dei magistrati, la riforma della consulta, l’immunità parlamentare, anche se gli italiani l’hanno già bocciata con un referendum. Infine, la legge sulle intercettazioni telefoniche. la famigerata legge bavaglio, uno dei suoi incubi del passato. E adesso si sa bene il perchè.

In mano il premier  non ha buone carte, anzi. Ma alle brutte ha i beni di famiglia. All’ennesimo rilancio  si gioca anche quelli. Si gioca tutto.  E rilancia ancora con un  piatto spropositato. Se vince, con una coppia di donne, si porta a casa l’Italia, anche se l’Italia ha un poker d’assi. E sondaggi che danno la maggioranza schiacciante degli elettori a centro sinistra e terzo polo.  E se vince, pur avendo in parlamento solo una maggioranza risicata e gonfiata agli estrogeni, saprà lui come cambiare le regole del gioco. Una svolta autoritaria, la museruola ai giudici, ai giornalisti, alle istituzioni tutte.

Negli ultimissimi giorni lo descrivono tonico, come quello del 94, anche se la Chiesa ha preso da lui  le distanze, il 97 per cento dei cattolici lo ha abbandonato  e Napolitano ha appena dichiarato che la misura è colma. Tutto calcolato.  L’unico che è riuscito a farlo arrabbiare sul serio  è stato Chicco Mentana che, dopo un incontro casuale, con una battuta gli ha presentato la figlia. Aggiungendo: “Però è maggiorenne”.

Mentana: come una mosca al naso per un giocatore di poker concentrato. Anzi, peggio.  E’ un attimo.Ma dà l’idea della tensione che Berlusconi   sta vivendo in questo momento. Forse, per l’avversario, è la certezza che in mano non ha nessun punto. Che è l’ennesimo bluff. Il centrosinistra lo scruta con i raggi x. Tocca a lui vedere o rinunciare. Stavolta chi perde, perde per sempre. Se lo sconfitto fosse  Berlusconi, lui sarebbe già pronto a rivoltare il tavolo per annullare la partita. Ma se al centrosinistra mancasse il coraggio, dovrebbe lavorare per i prossimi trent’anni per ripagare i debiti. La guerra di nervi è appena cominciata. Il centrosinistra ha massimo quaranta giorni per rispondere ‘ vedo’. Oppure gettare le carte sul tavolo e chiudere mestamente la mano. L’ ultima, decisiva mano, della seconda Repubblica.

Pubblicato il 20 febbraio 2011.