DI LUCIO GIORDANO

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Mentre parlava era affaticato. E si vedeva. Un guerriero stanco. Arrabbiato. Comprensibile: la prima condanna dopo tanti slalom tra prescrizioni e assoluzioni. Ma quello che traspariva ancora di più dalle parole di Silvio Berlusconi nella conferenza stampa di poche ore fa era soprattutto il senso di soffocamento politico che stava vivendo. Il cavaliere non ci sta a perdere reputazione e aziende. E lotta con  il consueto vigore. Gliene va dato atto. Ma la consapevolezza, la sua e quella dei suoi fidi, è che stavolta tutto è perduto fuorchè l’onore.

Intanto però ha sparigliato completamente le carte della politica italiana, Berlusconi. Già ieri era tentato di togliere la fiducia a Monti. Pare lo abbia fermato Fedele Confalonieri..  E poi: si candida non si candida? Non si è capito bene. Quel che è certo: si tratta di una questione di spazi. Come l’arcata dentale. Se Berlusconi non si candida la destra di Angelino Alfano e il centro destra di Fini, Casini, Montezemolo, Monti si potrebbero ricompattare formando una destra liberale.  Se il cavaliere si dovesse ricandidare lo schieramento di Casini dilaterebbe gli spazi  ancora più a destra. L’ex premier, gli ex An e la lega si riaffratellerebbero, formando una destra estrema. Populista, anti europea, anti montiana. Di sicuro incerottata. Avrebbe però bisogno di un nuovo partito, Berlusconi.  E a quel punto il Pdl non avrebbe più senso.

I sondaggi però sono disperati: 2 per cento il carroccio, 9  il partito di Berlusconi. E poi che senso ha scendere in campo all’ultimo minuto quando i giochi sembravano fatti per le primarie? E poi queste primarie si faranno o non si faranno? Tutto chiaro? No. Il cielo della destra è confuso. Da nebbia fitta in Val padana., Perchè se c’è qualcuno tra i candidati in grado di avere  il quid per prendere il suo posto, batta un colpo. Altrimenti taccia per sempre.

Senza quid, del resto non si governa, non ci si allea. Si va dritti verso l’implosione. Nella migliore delle ipotesi, verso l’irrilevanza politica. E che è il destino  sia ormai legato alle regionali siciliane, Musumeci contro Crocetta e Grillo alla finestra,  è una realtà inconfutabile. Massimo 72 ore ancora e sapremo cosa ne sarà del Pdl. Soprattutto di Berlusconi, del leone ferito che, sanguinante, accecato dalla rabbia, si scaglia contro il mondo intero. Ma ho idea che la previsione fatta una mezza dozzina d’anni fa, da uno dei tanti astrologi italiani, stavolta sia indovinata: nel 2014 il cavaliere sarà costretto a scegliere  la strada dell’esilio. Ecco allora spiegata la grandiosità del resort di Antigua.

Pubblicato il 28 ottobre 2012