DI LUCIO GIORDANO

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Credevano di conquistare il mondo con la loro bellezza, la loro disponibilità, la loro spregiudicatezza. Ma senza preparazione culturale, senza cuore, si ritroveranno presto con il nulla tra le mani.

Povere anime in pena. Accecate dal cinismo, dalla fame di gloria, dalla voglia di denaro e potere, queste  ventenni  e trentenni del bunga bunga hanno  venduto il proprio futuro per una borsa firmata, una vacanza alle Maldive, un suv da guidare  per via Montenapoleone e mai fuori città. Insomma per assegni circolari con  molti zeri  e un palchetto nel  teatrino del potere.

Ragazze del tutto e subito. Della vita che non aspettava. Che saltavano da un aereo privato ad un volo di linea come se si prendesse l’autobus. Ragazze cresciute a pane e Drive in . Che in vita loro  hanno conosciuto solo le scorciatoie. Mai l’impegno, il sacrificio, la sconfitta. Sedute su una miniera d’oro hanno fatto il contrario delle loro madri o delle loro giovani nonne,  che urlavano in piazza : ‘Io sono mia’. Loro erano  di altri. E non lo sapevano. Loro e non solo loro. L’aspirazione del successo nella società, forse incivile, aveva portato tante ragazze in tutte i campi a scegliersi il pigmalione di turno.  Ad accettare la logica del tu porco, io mignotta. Non dando retta a chi diceva loro: senza mignotte non ci sarebbero porci. Storia vecchia come il mondo si dirà. Fino ad un certo punto. Le raccomandazioni, le attricette che si adagiavano sui divani dei produttori sono sempre esistite, è vero. Pero mai in allarmante quantità, come negli ultimi venti anni.

Un desiderio di massa, il successo. Una droga da provare rimanendone incastrati. Ecco cos’era diventata l’Italia. E  cosi aspiranti presentatrici, politichesse, giornaliste, avvocatesse, conduttrici tv ti guardavano di sbieco, quasi con disprezzo, quando sentenziavi: ‘Ma non è meglio andare adagio, studiare, fare la gavetta, impegnarsi e mettercela tutta avendo l’umiltà di crescere, invece di allungare l’occhio verso l’autostrada di una carriera fatta di ammiccamenti e disponibilità? Guarda che tempo due, tre anni, se non sai guidare, ti schianti contro un albero”. Si sono schiantate, si stanno schiantando.

Tempo fa mi ha colpito la frase intercettata di una ragazza del valzer del bunga bunga: ‘Sono finita nella merda ma io me ne frego di tutto questo. E’ un gioco più grande di me. E io voglio fidanzarmi, voglio sposarmi, avere figli, lavorare onestamente’. Squarci di saggezza fuori tempo massimo. Per molte della ragazze dell’ Olgettina, per molte che in tanti settori hanno arrampicato il cielo per diventare qualcuno senza portarsi  nemmeno la picozza e le scarpe da trekking, forse è troppo tardi. Vivranno di ricordi, di schizofrenie, non accetteranno di cambiare vita e continueranno a fare a pugni con il mondo. C’è da essere preoccupati per loro. Alcune riusciranno, sgomitando, a rialzarsi . Altre , forse quasi tutte, cadranno  in una drammatica depressione senza fine. Magari accusando i loro genitori di averle educate e  spinte tra le braccia dei tanti draghi dai fili d’argento colorati.

Con la fine del berlusconismo, insomma,  è anche  finita la logica,  alla lunga perdente come stiamo vedendo,  delle scorciatoie, della trombatina in cambio del  servizio televisivo, della causa da seguire, del posto in giunta comunale.Si volta pagina, quindi.  Inevitabile. La si deve voltare, per non cadere nel vulcano ancora in eruzione.  I danni culturali lasciati da questo mondo sgangheratamente superficiale sono incalcolabili. Ci vorranno almeno due generazioni per tornare all’etica vincente che avevamo abbandonato. Per tornare alla meritocrazia, al sacrificio, alle rinunce, alle sconfitte spesso salutari.  Magari accontentandosi di un po’ di  meno. Che tanto, nella bara di noce, gli orologi d’oro non servono per contare il tempo. E i fuoristrada non entrano  nemmeno a martellate.

Ora tocca alle altre, quelle imbrigliate per troppo tempo in schemi che detestavano. Alle tante, tantissime donne che, nonostante tutto,  hanno continuato a credere nella cultura  e nell’impegno. Alle  tante donne, magari bellissime, che il loro forziere lo hanno aperto non per interesse ma  solo per amore , per passione. O per un’attrazione che non chiedeva carte di credito. A loro, dunque, il compito di guidare l’universo femminile fuori dalla crisi. Di valori. Ma ci riusciranno. Sono pronto a scriverlo sulla pietra.

Pubblicato il 16 febbraio 2012.

Nella foto, il Bunga bunga di cento anni fa.