DI LUCIO GIORDANO

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Una chiacchierata di una ventina di minuti lontano da occhi indiscreti. Perchè da occhi indiscreti? E a quale titolo? Matteo Renzi dovrà spiegare anche questo ai dirigenti del suo partito. Sempre che il Pd sia ancora il suo partito. Perchè quello che è capitato poco fa al teatro Regio di Parma, qualche perplessità la lascia. Matteo Renzi incontra Silvio Berlusconi. Il leader del Pdl fa una battuta innocua sull’altezza del sindaco di Firenze. Poi i due si appartano. Per dirsi cosa? Lo sapremo molto presto. E un incontro ‘casuale’ di poca importanza potrebbe trasformarsi nella svolta politica italiana.

Certo, giorni fa doveva partecipare ad un incontro con i vertici del partito, Renzi. Doveva seguire i lavori della sua città e ha declinato l’ invito. Però per questo incontro pubblico, per i festeggiamenti di una nota azienda alimentare, il sindaco toscano non aveva impegni comunali? Cosi, tanto per dire. In fondo, la distanza tra Parma e Roma, grosso modo è la stessa.

Perchè poi, quello che vorrei fosse chiaro, è che Renzi può fare e incontrare chi vuole. Però è altrettanto chiaro che in un momento del genere, il Paese bloccato da cinque anni cinque ( 5, giusti giusti proprio ieri), con l’elezione del Presidente della Repubblica alle porte, è quantomeno inopportuno questo incontro di venti minuti in privato.

Che sia allora l’ennesimo pretesto per arrivare alla rottura? Ricordo una mia fidanzata dell’ adolescenza. Stava diventando insopportabile. Ma per tutta una serie di motivi che non sto a spiegare esitavo a lasciarla. E cosi cercavo in tutti i modi lo scontro. Mi inventavo mille pretesti per litigare. Esattamente quello che sta cercando di fare Renzi con l’ala bersaniana del Pd. E non solo con quella.

Ripeto: da sindaco di un comune italiano, lui può incontrare chi vuole, anche chi, inoppugnabile, ha ridotto in macerie l’Italia ( non lo dico io ma milioni di italiani). Però con quest’ultimo atto, la strada sembra ormai segnata. E ricorda tanto la storia del figliol prodigo.  Per raccontare la parabola del Vangelo attualizzata all’Italia dell’incontro parmense Renzi-Berlusconi cito il commento di tale Saradura.

Questo il suo nickname: ” Il padre lo scorge e gli corre incontro, accogliendolo a braccia aperte. E ordina ai suoi servi di preparare una grande festa per l’occasione con le lasagnette festaiole di una nota azienda alimentare. Ma boccuccia Angelino non ci sta e si lamenta. Allora il padre dice: Angelino, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello Matteo era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”.

Il figliol prodigo Matteo. Tornato a casa. Nella sua casa della destra politica italiana. Speriamo solo per Silvio che Renzi non si trasformi in Bruto al cospetto di Giulio Cesare. E questo non è Vangelo. Ma storia.

Pubblicato il: 14 Apr, 2013 @ 21:08