DI SALVATORE OCCHIUTO

SALVATORE OCCHIUTO

Sullo scacchiere europeo da tempo è nata una nuova alleanza l’asse Ankara-Varsavia. Una relazione potenzialmente pericolosa per i complessi equilibri che regolano le dinamiche interne di Ue e Nato. Due nazioni con tanti punti di contatto. Dal rinverdire l’epopee di Ataturk e Pilsduski, all’atavica rivalità nei confronti della Russia, alla prospettiva di esercitare una rilevante overstanding militare, allo stretto legame con gli Usa. La destra nazionalista polacca e la destra islamica turca hanno intrapreso il medesimo percorso di involuzione autoritaria delle istituzioni. L’Akp di Erdogan deriva dal Refah la destra islamica di Erbakan, mentre il Partito Diritto e Giustizia dei fratelli Kaczynski ha completamente abiurato l’eredità di Solidarnosc per richiamarsi alla Polonia cattolico-corporativa degli anni trenta. “La Turchia è un partner fondamentale nella lotta all’Isis. Si deve necessariamente soddisfare le sue richieste”. La dichiarazione del Ministro degli Esteri Witold Waszczykowski non lascia alcun dubbio. La critica al coinvolgimento della Russia nel conflitto siriano viene illustrata con toni duri, quasi da guerra fredda. “Mosca come in Ucraina è intervenuta per sostenere una delle fazioni che si contendono la vittoria finale”. La Polonia stato cuscinetto, invenzione geografica della Conferenza di Versailles, e la Turchia custode dei Dardanelli sono state antagoniste nei secoli della patria degli Zar. Nessun riferimento invece al fatto che Ankara utilizzi la cortina fumogena della lotta contro il terrorismo per colpire i curdi. Chiusura totale sulla questione dei profughi. “Dobbiamo arrestare il flusso e rimpatriare coloro che non hanno una specifica caratura lavorativa”. Waszczykowski propone una cooperazione in materia con Giordania e Libano. Paesi che da un decennio intrattengono con Varsavia un intenso scambio commerciale, anche nel settore dell’industria degli armamenti. La Polonia ha tratto enorme beneficio dalla partecipazione con un proprio contingente militare alla gestione del dopoguerra in Iraq. Un’opportunità sfruttata in maniera efficace allo scopo di conquistare un ruolo attivo nel quadro delle convulse vicende mediorientali. Adesso la formulazione della sinergia con Ankara potrebbe consentire a Varsavia di realizzare il progetto di essere inserita nel gruppo di testa dell’Ue assieme a Germania, Francia, Italia, Regno Unito, Spagna. Senza dimenticare che la nomina di Donald Tusk a Presidente del Consiglio Europeo nel settembre 2014 è stata un’implicita conferma delle potenzialità dell’antico regno degli Jagelloni.