DI LUCIO GIORDANO

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L’ ho presa larga, stanotte, tornando dal lavoro. Invece del solito giro breve per arrivare il prima possibile a casa, mi sono fatto una bella passeggiata  con lo scooter , per la Capitale in versione estiva. Volevo capire se quanto avevo letto su molti quotidiani e visto in tv corrispondesse al vero. Se cioè  Roma, la mia bella Roma, fosse sommersa per davvero dai rifiuti. Piccolo inciso: nel caso, in questi giorni, non me ne ero accorto che stavamo navigando nella merda. Ma fa niente, colpa mia.

Ebbene, sono partito dalla Rai di Saxa Rubra, ho piegato per Via Flaminia vecchia, sono arrivato in Piazza del Popolo, cuore della Capitale, sono passato davanti al Tribunale di Piazzale Clodio, ho scavallato la Balduina, ex quartiere bene di Roma, ho raggiunto Via della Pineta Sacchetti e mi sono inoltrato in un quartiere semiperiferico della città: Primavalle. Il tutto armato di cellulare per scattare foto. Come potete vedere, i cassonetti sono vuoti, pulitissimi. Intendiamoci: non che Roma nei giorni scorsi fosse uno specchio ma quanto dichiarato in queste ore da molti personaggi politici non corrisponde al vero. Semplicemente hanno ingigantito un problema che, come si evince dagli scatti, è stato risolto in poche ore. Stai a vedere, poi: magari la Raggi ha la bacchetta magica e non lo sapevamo. Oppure qualcuno nei giorni scorsi ha ingolfato proditoriamente alcuni cassonetti, chissà.

E allora: non per difendere il movimento 5 stelle, che mi attira come la polenta a ferragosto. E nemmeno per difendere Virginia Raggi, sulla quale  sin dal primo momento  su Alganews  abbiamo mostrato tutte le perplessità del caso, a cominciare da una certa timidezza nel gestire la cosa pubblica. Però la realtà è che i renziani, perché inutile nasconderlo, di loro si tratta, hanno cercato anche stavolta di gettare fango sull’operato del primo cittadino della Capitale. C’erano riusciti benissimo con Ignazio Marino, facendolo fuori con una congiura che grida ancora vendetta. Ci stanno provando anche con la Raggi. Che, ad onor del vero, in due mesi non può risolvere i mille milioni di problemi della città. Diamole tempo, è il caso di dire.

Certo, se uno va a ritroso negli anni, dovevamo dare tempo anche a Berlusconi, che sull’emergenza rifiuti a Napoli vinse le politiche del 2008, con l’aiuto di qualche birbante. Dovevamo  lasciare lavorare lui e i sodali della lega e di  Alleanza nazionale, come ci chiedevano di fare. Certo, poi,  abbiamo visto come è andata a finire. Però in questo caso bisognerebbe concedere  almeno  qualche mese in più alla giunta Raggi per attrezzarsi e  prendere provvedimenti. Lo hanno fatto finanche con Marino, attaccato non prima  di aver compiuto il primo  anno da sindaco. Con la Raggi no. Con la Raggi è impossibile.

Pensate infatti se tra dodici mesi il comune di Roma risolvesse tutte o in parte le tante emergenze della Capitale, come stava provando a fare il povero marziano finito come Giulio Cesare, con il contributo peraltro del Movimento 5 stelle. Per i renziani e per the Nazareno’s contract sarebbe un disastro. Per i poteri forti e  per le multinazionali, poi, sarebbe davvero un peccato perdere l’affare della vita acquistando per un tozzo di pane le municipalizzate e,  dopo averle comprate, farle funzionare peggio di adesso. Mangiarsi Roma, o quel che ne rimane, come sognano di fare  tutti i palazzinari del mondo uniti, non sarebbe quindi più possibile.

Certo, la strada per la Raggi è lunga e irta di difficoltà. Eppure oggi per la prima volta dopo mesi , alle 15 circa ho visto i camion al lavoro per riasfaltare Via Damiano Chiesa, che ormai soprattutto per i motociclisti era diventato un percorso di guerra. E, poco più in là, ho visto allestire i ponteggi di due palazzine, pronte per essere ripulite. Perché va dà sé che per rendere bella la Roma che secondo gli organi di stampa schierati fa schifo, non c’è bisogno di costruire altri inutili palazzi, ma c’è da ripulire semplicemente i vecchi: alcuni  molto belli, solo un poco decadenti. Se poi rilanciasse il trasporto pubblico,  sistemasse  le scuole pubbliche e trovasse i fondi per gli ospedali, sempre pubblici, la giunta Raggi avrebbe centrato l’obiettivo, quello per il quale il 67 per cento dei romani l’ha votata al ballottaggio di giugno. Una cittadina a capo dei cittadini che, come farebbe la sinistra vera,  tutela gli interessi dei cittadini. Semplice ed efficace.

Semplice, è vero. Ma anche terribile. Tutto questo, a ragionarci bene,  sarebbe davvero terribile per i renziani e per i loro alleati più o meno occulti: alfaniani, verdiniani , berlusconiani, meloniani e, con un ruolo più sporco, anche i salviniani. Pensate: far avverare il sogno dei romani che amano Roma vorrebbe dire affossare Mafia Capitale, rifiutopoli, e i furgoncini che stazionano per il centro della Capitale vendendo bibite  e gestiti da persone legate  a doppio filo  con lo scandalo che ha mandato in carcere Buzzi e Carminati. Va da sé: nemmeno i camioncini  devono tornare ad invadere il centro storico di Roma, proprio come voleva Marino.

Dunque, tutto risolto? Non dico questo. A proposito di pulizia, la Raggi  deve farne, e molta, all’interno della propria giunta, di tutti quei personaggi chiacchierati e implicati con le vecchie giunte, e che già stanno lasciando un segno negativo sulla nuova. Un po’ come il Movimento 5 stelle, che deve sgombrare le ombre sulle proprie posizioni politiche che ondeggiano pericolosamente da destra a sinistra, sapendo tra l’altro che andando a destra ci si finisce per scottare politicamente, ancor più che ideologicamente . E che, soprattutto,  si rischiano i posti in piedi in parlamento, visto che la destra radicale è già ben rappresentata dai renziani, da forza Italia, e da Fratelli d’Italia e Lega nord . Alfaniani e verdiniani, invece no. Loro  non contano: insieme non fanno nemmeno l’1 per cento dell’elettorato. Però è chiaro che se i 5 stelle non cederanno ai ricatti di Renzi ( se non vince Giachetti,  diceva prima delle amministrative l’attuale presidente del consiglio, niente soldi per Roma Capitale), se agiranno davvero con competenza e onestà, per il governo saranno guai. E’ su Roma, più che su un referendum costituzionale inutile e già perso da Renzi in partenza, che si giocherà la partita politica economica e sociale del Paese.

Se la capitale non sarà la tomba del movimento 5 stelle sarà infatti la tomba del governo e di tutti i poteri forti che esso rappresenta. Gli organi di informazione schierati ce la stanno mettendo tutta per far vincere all’ex sindaco di Firenze la battaglia decisiva. Ma a giudicare da come stanno maneggiando l’argomento sono vicini all’autogol. E, quel che è peggio per la  povera e  disastrata categoria dei giornalisti,  a questo punto c’è da non credere più ad una sola parola di quel che scrivono, o dicono, giornali, radio e tv. Noi giornalisti in effetti dovremmo raccontare con dignità e orgoglio, solo la verità. Se non lo facciamo siamo  dei morti che camminano.

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