DI SALVATORE OCCHIUTO

SALVATORE OCCHIUTO

Medesimo destino per entrambi i club milanesi. Dopo l’Inter anche il Milan diventa cinese. Ufficializzata la cessione completa della storica società di Via Turati alla cordata di imprenditori provenienti dalla celeste nazione. Si conclude dopo 30 anni l’era Berlusconi. Nel febbraio 1986 il rampante self made man dell’emittenza privata acquistò un club quasi sull’orlo del fallimento a causa della gestione Farina. Un club che è diventato in pochi anni un modello di efficienza organizzativa e di risultati prestigiosi che l’hanno portato al vertice del calcio mondiale. La cessione odierna prevede il 99,93% del capitale azionario per un valore di 740 milioni di euro, compresi i 220 milioni di debiti. Nuovo proprietario è la Sino-Europe Investment Management Changxing, ossia l’holding di raccordo che rappresenta tutti i soggetti coinvolti, tra cui fondi a partecipazione statale. Nell’accordo raggiunto tra Berlusconi e i nuovi dirigenti si prevedono interventi di ricapitalizzazione e di rafforzamento patrimoniale allo scopo di investire rapidamente sul mercato affinchè si possa costruire una squadra competitiva ad ogni livello. L’operazione che ha portato all’ingaggio del difensore paraguaiano Gustavo Gomez, costo 8 milioni, è il primo step dello sforzo economico delineato. Pertanto si riparte per un nuovo ciclo ad occhi a mandorla che succede ad un epopea suggellata dal primo raduno nell’estate del 1987 passato alla storia con l’allora rosa allenata da Liedholm che giunse a Milanello con gli elicotteri marchiati biscione. Un brand che si è esteso dalla televisione, al calcio, all’editoria, alla politica fino a Palazzo Chigi. Una storia italiana come l’ha definita l’ex premier e cavaliere.