DI ANNA RITA NOCITI

Anna Rita Nociti

Ella, una bambina americana, per l’esattezza di San José-California, è stata protagonista di un gesto bellissimo. Grandi occhi scuri, una cascata di riccioli, due simpatiche orecchie da orsacchiotto che fanno capolino tra i capelli. Lei è la piccola protagonista di un video, poco più di un minuto, che ha fatto il giro del mondo per il suo gesto d’altruismo. Ella era a cena con il suo papà Eddie. Aveva ordinato una bistecca con le patate ma quando le viene portato il pasto, decide di offrirlo a un senzatetto. L’uomo, fuori dal ristorante, timidamente nascosto da un cappuccio, era seduto su una panchina, accanto al suo misero bagaglio. A un tratto si vede davanti la bambina con il suo sorriso e gli occhi sinceri. Lei porge il suo pasto all’uomo, lui la guarda con meraviglia rimanendo in silenzio, pronuncia solo una parola: thank you. Un saluto tra i due, lui la segue con lo sguardo colmo di gioia e forse un po’ d’imbarazzo. La bambina rientra al ristorante, quasi saltellando, orgogliosa del suo gesto rivelato dal suo mento all’insù. Si avvicina alla finestra, volge lo sguardo oltre a quel vetro. Si nota la sua emozione quando si tocca, di riflesso, la guancia destra del bel visino . Il mendicante continua a mangiare, quasi con signorilità e non avidamente, assorto nei suoi pensieri e nella sua emozione. La piccola Ella svolge lo sguardo al suo papà e con le sue gote rosse fa l’occhiolino d’intesa e allunga la sua manina a Eddie chiudendo il pugno, il saluto dei giovani d’oggi. Ha colpito tutti questo gesto spontaneo, gratuito, senza se e senza ma, generoso, umano, altruista. Ci ha colpito perché sono gesti che purtroppo non vediamo più o vediamo troppo poco. La generosità è nobiltà d’animo. Esseri felici di dare o condividere il proprio tempo, denaro, cibo o qualsiasi altra cosa con gli altri è una grande qualità, come l’onestà e la pazienza, che tutti noi vorremmo possedere o conservare. Gli impulsi della moralità, della generosità, infatti, si manifestano sin dall’infanzia. Nei bambini, l’essere generoso in prima persona, coinvolge un pensiero morale che va oltre il giudizio emotivo che si attiva osservando il comportamento altrui. Il cervello del bambino risponde senza dimostrare interessi egoistici, lo stato da crocerossino è insito in lui. I bambini nascono altruisti, il loro comportamento rimane spontaneo prima della corruzione dell’ambiente circostante. Esseri generosi, significa mettere gli altri prima di se stessi, è generosità d’animo dimostrarsi tolleranti e gentili con le persone, ma sembra che di questi tempi, questa qualità è fuori moda. Se gettiamo uno sguardo alle nostre origini, però, scopriamo che nel processo evolutivo degli esseri umani, l’altruismo era insito nella specie. Infatti, quando le condizioni di vita non erano idonee a essa, soprattutto alla vita dei più deboli come donne, bambini e anziani, l’uomo ha messo in opera la sua generosità: con la costruzione di ripari, il fuoco per scaldarsi, la semina per fare scorte di cibo. Con il passar del tempo e per la sopravvivenza della specie si è avuta un’involuzione: l’essere generoso è interpretato come essere debole. La società è dominata dal meccanismo crudele della ‘lotta per la vita’, per cui la più forte schiaccia necessariamente il più debole, come aveva già descritto Verga nella sua visione del mondo. La generosità disinteressata, l’altruismo, la pietà non trova posto nella realtà, l’uomo è mosso dall’interesse individuale e dalla volontà di sopraffare gli altri. E’ una legge universale che governa la società, in ogni tempo e in ogni luogo. La generosità nel nostro tempo, vista come fragilità e l’egoismo come forza, rivela un aspetto della lotta per la vita che ognuno deve combattere da solo. Tutto questo ci porta a vivere non con spontaneità ma quasi una condanna di costante vigilanza, un’imperitura alienazione da se stessi e dagli affetti. Chi ha la fortuna, o la sfortuna di non perdere l’innocenza della fanciullezza e di proteggere questo innato bisogno di darsi al prossimo, può solo farci riflettere. Nessuna violenza, impartire generosità e insegnare a ritrovarla in noi stessi, trova conforto nel proprio cuore e il plauso di chi osserva e apprende. Si dice che bisogna crescere e smettere di essere bambini ma chi dice che sia meglio. La piccola Ella ha fatto parlare di sé, noi adulti facciamo in modo che si parli anche di noi per un gesto generoso.