DI ANNA RITA NOCITI

Anna Rita Nociti

De exorcismis et supplicationibus quibusdam… Iniziai la preghiera dell’esorcismo alla presenza solamente del papà di lei. Francesca entrò subito in trance ed emerse una nuova personalità che disse di essere satana e di essere ritornato con altri spiriti maligni. Mi chiese: << Perché ti sei messo in prima fila a lottare contro di me?>> Aggiunse: << Mettiti dalla mia parte, io ti darò molto più di quanto ti dà Lui>>… Luca ha quindici anni, magro come un chiodo, che quando ascolta la preghiera di rito, ribalta ogni cosa si trovi sul suo cammino, gridando in greco con voce da film horror, o ancora Mattia di soli quattro anni, che sembra impazzito da quando suo padre passa il tempo a organizzare con gli amici sedute spiritiche. Nel corso della storia, si conoscono inquietanti fatti di cronaca. La possessione di Clara Germana Cele che risale ai primi del ‘900. La giovane religiosa rimase vittima del demonio durante una preghiera, che provocò in lei alcune reazioni tipiche dei posseduti: conoscenza di lingue antiche, repulsione verso simboli religiosi ed episodi di chiaroveggenza. Durante l’esorcismo lievitò a tre metri d’altezza e tentò di strangolare uno dei sacerdoti presenti alla pratica. Così l’esorcismo di Emily Rose che ha ispirato Il celebre film di Scott Derrickson, o il caso di Roland Doe, uno degli episodi di possessione più famosi, tanto che avrebbe ispirato il regista William Friedkin nella realizzazione del film-cult “L’esorcista”. In molti ne avranno una visione altamente romanzata dovuta probabilmente ai successi cinematografici, ma, sono più di cinquecentomila le persone che chiedono aiuto a un esorcista. Che cos’è l’esorcismo? L’esorcismo, parola derivante dal greco exorkízein, ovvero scongiurare, è una antica forma di preghiera pubblica e solenne che la chiesa ha adoperato nel corso degli anni contro il potere del diavolo. E’ una pratica, o per meglio dire un sacramentale, fondata dalla Sede Apostolica con la finalità di ottenere benefici spirituali, a liberare una persona, a volte un luogo fisico da una presunta presenza demoniaca che lo pervade. Per allontanare il “maligno” è utilizzato il cosiddetto “scongiuro” vale a dire un ordine impartito al demonio che è esortato ad abbandonare il corpo o il luogo in questione. La pratica può avere durata variabile da un giorno a diversi mesi, dipende da quanto si sia radicato il male, bisogna convincere il maligno ad andarsene.  Il concetto di possessione malefica e la pratica dell’esorcismo sono molto antichi e diffusi. Il Nuovo Testamento annovera tra i miracoli di Gesù Cristo la liberazione di alcuni indemoniati, come nel caso dell’indemoniato di Gerasa (cfr. Vangelo, Luca e Marco). Inoltre è da ricordare che la liberazione dai demoni è parte integrante del messaggio evangelico e della missione apostolica della Chiesa nel mondo. E’ una tradizione mai interrotta, la possessione diabolica ha fatto parte del credo del Cristianesimo e l’esorcismo è ancora una pratica riconosciuta e promossa dalla Chiesa cattolica, ortodossa e anche da varie Chiese protestanti.
Gli esorcismi possono essere praticati soltanto dai vescovi, o meglio i vescovi sono esorcisti per mandato divino. L’esorcismo è considerato un ministero particolarmente delicato e difficile che è affidato a sacerdoti dotati di particolare equilibrio psichico e spirituale. L’esorcista deve essere ornato di pietà, di scienza, di prudenza e integrità di vita, dovrà raccogliere informazioni sulla storia del paziente interrogando i famigliari ed eseguendo esami medici specifici. Quindi inizia il rito vero e proprio, vestito con appositi abiti: la croce, l’ acqua benedetta e l’insufflazione sono, secondo i rituali della Chiesa, le armi dell’esorcista contro il demonio. In questi ultimi tempi si è notato un notevole aumento di richieste d’aiuto per sconfiggere le possessioni, presunte, del demonio. Diminuisce la fede ma aumentano le domande e di conseguenza è aumentata la sensibilità della chiesa sul tema del maligno con corsi formativi e di aggiornamento, notizie giunte dall’Associazione Internazionale Esorcisti, con sede a Roma, fondata nel 1990 da padre René Chenesseau e da Padre Gabriele Amorth, scomparso circa due settimane fa. Ci sono correnti opposte che dichiarano il contrario, a causa di una più attenta diagnostica di problemi di carattere psicologico e psichico. Concordano nel dire che tale diminuzione può anche essere ascritta a un cambiamento nella cultura occidentale, filosofica e di pensiero come il materialismo, razionalismo e naturalismo, che sembra abbiano ridotto l’attenzione verso qualcosa di soprannaturale. La Chiesa oggi procede cautamente nel praticare l’esorcismo, in particolare in presenza di malattie, epilessia, schizofrenia o malattia bipolare che un tempo, essendo sconosciute, erano imputate al maligno. Altra invece lancia un allarme poiché da recenti statistiche è emerso che molte persone ricorrono o l’hanno fatto almeno una volta a maghi e operatori dell’occulto. Il motivo sembra l’affievolimento della fede e la superficialità dei rapporti sia nella vita privata sia nelle stesse amicizie e, anche nel rapportarsi con gli eventi. Una volta sembrava circoscritta ad ambienti poveri e rurali, oggi c’è circa il 45% che ha meno vergogna a rivolgersi a un sacerdote dopo aver tentato inutilmente le strade della specialistica psichiatrica. Altro dato che fa pensare: 20 su 100 delle persone convinte di essere possedute sono minorenni. La debolezza è una porta aperta al demonio. La cultura odierna corre il serio rischio di restare sempre alla superficie. Si apprezzano le sensazioni, si fanno collezioni di belle esperienze, ma non si ragiona. Il tempo per il discernimento è ridotto al minimo. E questo è un guaio. Le messe nere, riti occulti e chi non ricorda le Bestie di Satana, cose tutte che appartengono a un immaginario collettivo che nidifica nei meandri della nostra mente. Fatti di cronaca nera ripropongono ancora una volta il fenomeno del satanismo e di riflesso il mistero del Male a esso collegato, all’attenzione dell’opinione pubblica. Non è che la cosa sia una novità, il satanismo inteso come culto tributato a Satana, è stato nei secoli un atteggiamento abbastanza diffuso nella cultura occidentale, il marchese De Sade, tristemente famoso per altre nefandezze, pensare all’Inno a Satana composto da Carducci, per avere un’idea di come in ogni epoca ci si è dovuti misurare con questo fenomeno, che per non creare confusione nelle coscienze va analizzato, compreso e valutato per ciò che esso rappresenta e non per le paure inconsce e irrazionali che si scatenano ogni qualvolta si tocca l’argomento. Accanto a queste forme di satanismo con una pseudo parvenza di cultura, ci sono forme più subdole che toccano in maniera pervasiva le menti dei giovani e dei deboli. Infatti, il demonio, in quest’era di consumismo e pochi valori, il demonio è inteso come simbolo di rivolta contro ogni tipo di regola. Da qui la diffusione di simboli a lui conducibili, “666” numero della bestia (Libro dell’Apocalisse), alla croce rovesciata, al mondo fantastico e allucinante della droga, alla musica esaltante di un rock violento, costituiscono il perverso fascino a cui alcuni giovani non sanno dire no. La nuova cultura ha portato sempre più a ricercare esperienze fuori da ogni regola, fuori direi, dall’esperienza umana, del limite, del logico, del ragionato con il cuore. Bisogna, secondo me, porsi con la consapevolezza che non bisogna minimizzarli, ma neanche enfatizzarli, perché se restiamo allibiti dall’apprendere eventi di questo genere, dovremmo a maggior ragione scandalizzarci per la fame nel mondo, lo sfruttamento di popoli interi, il disastro ecologico del pianeta e via dicendo. La nostra è una società dove regna il relativismo etico, oggi più che non volere il niente, si cerca il niente, i parametri dei valori sono stati capovolti, mentre prima la famiglia, l’istituzione, la patria, erano modelli paradigmatici, oggi, in quest’epoca del vuoto, il voglio tutto e subito, la lusinga di ottenere a poco prezzo, sono delle attrattive per i giovani piuttosto che l’impegno serio nella preghiera. Questa curiosità morbosa verso il male, ingenera preoccupazione, si è passati dal periodo razionalistico, dove si negava che il demonio esistesse, da questa forma di disincantamento per dirla con Max Weber si è passati a una forma di reincantamento, prima si negava il demonio ora si vede da tutte le parti. Che cosa bisogna fare? Porre una vigilanza costante e attenzione sui valori e sui cammini pedagogici da offrire alle nuove generazioni. Vivere ogni giorno con il cuore e la ragione. La ragione è santa quando è ragione, è tale quando rispetta la realtà ontologica dell”uomo. E’ una sintesi meravigliosa e incomprensibile di materia e spirito. La ragione è lo strumento in nostro possesso per discernere, restare inermi sarebbe, in questo caso, una grave responsabilità.