DI SALVATORE OCCHIUTO

SALVATORE OCCHIUTO

Nella moderna democrazia sovente ci si ferma e ci si conta allo scopo di comprendere quale maggioranza esiste in relazione ad una determinata questione. Nel quadro di tale principio era stato indetto in Ungheria il referendum sulle eventuali quote di migranti da accettare sul proprio territorio. La cosiddetta “vittoria di Pirro” per il premier Viktor Orban. Una deriva plebiscitaria 98,6% contro i profughi, ma un risultato nullo in quanto non è stato raggiunto il quorum. Solamente il 43,23% si è recato alle urne. Pertanto Orban ha fatto il pieno dei suoi votanti senza riuscire a convincere il resto del paese. Nella conferenza-stampa ha rinnovato i suoi strali contro Bruxelles riconfermando i postulati della cessione della sovranità nazionale e dell’Europa a doppio standard. Una brutta battuta d’arresto per l’uomo forte di Budapest a 20 mesi dalle elezioni della primavera 2018. Forse dopo due mandati consecutivi la spinta propulsiva del Fidesz si è arrestata dinnanzi all’incubo di un passato evocato che nessuno vuole rivivere.