DI SALVATORE OCCHIUTO

SALVATORE OCCHIUTO

“Nec recisa recedit”. Mi piego ma non mi spezzo. Il celebre motto di Gabriele D’Annunzio durante l’impresa di Fiume, adottato anche dalla Guardia di Finanza, si addice perfettamente al Presidente del Gobierno en funciones Mariano Rajoy. Ha aspettato per quasi un anno sulla riva del fiume e ora da premier in esercizio si appresta a ritornare premier con i pieni poteri. Dopo una devastante lotta intestina, il Psoe segue il consiglio del leader storico Felipe Gonzalez, premier dal novembre 1982 all’aprile 1996. L’apertura nei confronti del Partito Popolare si consuma a seguito delle dimissioni del Segretario Pedro Sanchez e dell’impossibilità numerica e programmatica di un’alleanza con Podemos. Adesso l’astensione dei socialisti e la convergenza di Ciudadamos consentono la formazione di un governo di minoranza popolare. Una formula già vista nella Spagna postfranchista con Gonzalez e Aznar. Rajoy ha vinto la sua sfida. Nell’eventualità che il Psoe dovesse contrastarlo, potrebbe sempre indire nuove elezioni che gli sarebbero certamente favorevoli. La nazione iberica, dopo le consultazioni del 20 dicembre 2015 e del 26 giugno scorso, era oramai rassegnata a votare il giorno di Natale. Una prospettiva evitata che avrebbe comunque premiato Rajoy, come avverrebbe pure nel caso di un futuro disimpegno socialista. Perchè? Molto semplice Rajoy parimenti alla Merkel in Germania è l’usato sicuro. Nell’attuale quadro politico frammentato e polarizzato costituisce il cosiddetto “personaggio rassicurante”. La gente, a prescindere dall’irrefrenabile desiderio di cambiamento, esige stabilità e tranquillità. Basta avventure, proclami, capipopolo, utopie. Mariano Rajoy è un politico mediocre che si è sempre posizionato nella scia altrui. Non ambizioso ma arrivista. L’ultimo franchista in quanto il suo padrino ideologico è stato Manuel Fraga Iribarne. L’uomo che ha traghettato la parte moderata del franchismo in una destra europea fondando nel 1982 “Alleanza Popolare” che con la svolta liberale del Congresso di Siviglia del marzo 1990 divenne l’attuale Partito Popolare sotto la leadership del giovane emergente Josè Maria Aznar. Entrambi galiziani, Fraga e Rajoy sostenevano la visione purista-cattolica del franchismo. Fraga Segretario di Stato per le Comunicazioni (1964-1969) venne destituito da Franco poichè aveva proposto la televisione a colori. Ambasciatore a Londra (1973-1975), Ministro derll’Interno del primo governo postfranchista, era il fautore della famosa “Espana es diferente”. Presidente della Regione della Galizia (1990-2005) lanciò sulla scena Rajoy raccomandando determinazione con pazienza nell’azione politica. Pazienza che il premier ha sempre dimostrato. Due elezioni perse con Zapatero nel 2004 e nel 2008, la vittoria del 2011 e le prove interlocutorie dell’ultimo anno. Una paradossale e incontrovertibile verità. Gli altri sono passati e spariti, lui alloggia ancora al Palacio de la Moncloa. Buena suerte Espana.