DI IMMACOLATA LEONE
IMMACOLATA LEONE
Dopo quasi due mesi, da Amatrice, la terra ha tremato ancora incurante dell’angoscia che provoca.
Un’onda, un boato, un urlo delle viscere domenica mattina, ore 07.40, ha raggiunto la magnitudo 6,5, tra Marche e Umbria, scossa fortissima sentita in tutta Italia, epicentro Norcia, Preci e Castel Sant’angelo, avvenuto a soli 10 kilometri di profondità.
La morte ha aleggiato tra i vivi.
28000 sfollati, interi paesi rasi al suolo, strade chiuse.
Oggi, Giampaolo Giuliani, ex tecnico dell’Istituto di Fisica dello Spazio Interplanetario distaccato presso i Laboratori Nazionali del Gran Sasso, diventato noto ai più, quando dopo il terremoto dell’Aquila, del 06 aprile 2009, dichiarò di aver previsto l’evento sismico, ha oggi fatto una dichiarazione agghiacciante: nelle prossime 48 ore potrebbe arrivare una nuova, devastante scossa con una magnitudo in grado di raggiungere i 7.5 gradi di intensità.
Giampaolo Giuliani ha un curriculum di tutto rispetto:
dal 1971 al 1984 è stato tecnico di ricerca in astrofisica presso l’Osservatorio di Campo Imperatore, dipendente IAS (Istituto Astrofisica di Frascati); dal 1984 al 1990 all’Osservatorio astronomico di Campo Imperatore (AQ).
Ha lavorato presso i Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) come collaboratore tecnico non laureato dell’Istituto di Fisica dello Spazio Interplanetario di Torino, una delle venti strutture dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF).
Ha fatto parte dell’esperimento Large Volume Detector(LVD) per la rivelazione di neutrini prodotti da collasso gravitazionale stellare.
Giuliani ha poi continuato personalmente le ricerche sulla previsione dei terremoti, insistendo sulla correlazione fra il rilascio di radon dalla crosta terrestre ed il verificarsi di terremoti.
Con la realizzazione di un rivelatore di sua invenzione nei giorni 29 e 30 ottobre 2002 misurò valori eccezionalmente alti e anomali, e allertò l’assessore abruzzese alla Protezione Civile dell’imminenza di un forte sisma, ma non fu in grado di fornire il luogo esatto perchè con un solo rilevatore si poteva prevedere un evento solo entro il raggio di azione dello strumento. Il 31 ottobre un terremoto di magnitudo 5.4 colpì il Molise, con epicentro a San Giuliano di Puglia, causando 30 morti, per lo piu bambini, ricordiamo tutti la scuola rasa al suolo.
Insistendo sulle proprie idee , e con finanziamenti privati, vista la bocciatura di richiesta di finanziamenti per la ricerca e per l’espansione e il potenziamento della rete di rilevamento per la previsione dei terremoti al direttore della Protezione Civile Italiana di allora, Guido Bertolaso che gliela rifiuta, riesce a realizzare un sistema di monitoraggio che, a suo dire, sarebbe completo e in grado di prevedere i terremoti.
Quindi senza i finanziamenti richiesti, Giampaolo Giuliani ed alcuni collaboratori stretti, lavorano in una sala sismica allestita nei sotterranei della scuola elementare “De Amicis”, a San Bernardino, per la raccolta dei dati dei suoi rivelatori di radon, gli MP4 ed MP2.
Nel 2008 il gruppo studiando le emissioni di radon in occasione di più di 4500 scosse, con epicentro dalla Valle d’Aosta fino a Pantelleria, dichiarò quanto segue: “Abbiamo notato che la maggior parte dei terremoti si verificano durante i mesi invernali, o meglio, quando il sistema terra-luna è nel perielio, quindi più vicino al sole. In inverno, quando la terra subisce uno stress gravitazionale maggiore, si registrano più eventi sismici (60-70%) che in estate. La percentuale si mantiene ancora più alta quando c’è la luna nuova. Il magma che scorre sotto la crosta terrestre risente delle attrazioni gravitazionali, come accade per gli oceani”
Giuliani sostiene che il suo sistema di rivelatori-analizzatori di radon, le cui informazioni vengono raccolte ed analizzate nella sala sismica, sia in grado di percepire l’energia che si addensa su una faglia e, tramite la triangolazione dei dati prelevati dalle diverse postazioni, di permettere di prevedere con un buon margine di approssimazione l’epicentro dell’evento macrosismico e l’intensità del medesimo, 6-24 ore prima che esso si verifichi e in un raggio massimo di 80–100 km dall’epicentro.
Dopo le dichiarazioni di Giulliani all’indomani del terremoto dell’Aquila l’INAF fa il seguente comunicato: “le attività del signor Giuliani rispetto alla presunta possibilità di previsione di terremoti non sono una ricerca INAF, ma vengono svolte dal Giuliani stesso per scopi personali al di fuori dell’orario di servizio per l’Istituto”.
Il geofisico Enzo Boschi ha criticato Giuliani e il suo sistema di monitoraggio dicendo: “perché chi sostiene di avere scoperto questo metodo di previsione dei terremoti non lo pubblica su una rivista scientifica? … Alla stampa ci si rivolge di regola solo dopo una pubblicazione”
Il direttore del Consiglio di Studi e docente di Geologia Strutturale al Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Durham in Inghilterra, professore Robert Holdsworth ha dichiarato che “Giuliani ha sbagliato nel predire sia il punto esatto del terremoto, sia il momento in cui si sarebbe scatenato; il radon si manifesta ma non può essere un fattore di previsione attendibile”.
Però non tutto il mondo scientifico nega a prescindere l’interesse nel radon ed in generale nello studio dei possibili precursori sismici tant’è che Pier Francesco Biagi, docente di Fisica all’Università di Bari, nel 2005 ha presentato un progetto alla Regione per l’installazione di 25 centraline per il rilevamento di radon, che non è stato approvato, mentre addirittura Calvino Gasparini, dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), ritiene che oggi sia più attendibile per la previsione dei terremoti l’analisi storico-statistica.
Carlo Gorgoni, ordinario di geochimica applicata all’Università di Modena e Reggio Emilia, sostiene di avere utilizzato il metodo del radon nella previsione di ben quattro terremoti fra gli anni ottanta e il 2000, in concomitanza con l’aumento in faglia del gas, e sostiene che con il radon è possibile “riuscire ad evidenziare delle anomalie più o meno grandi che siano la spia del verificarsi di un terremoto più o meno grande”.
Insomma il mondo scientifica è diviso in due sulla possibilità o meno di poter prevedere in tempi ragionevolmente brevi un sisma di forte entità.
Purtroppo gli studi scientifici non sempre vanno di pari passo con la vita delle persone, e dopo Amatrice, la paura i crolli, le corse, gli scalpiccii, la strada, l’orrore negli occhi, nel cuore, nel profondo, gli abbracci, le lacrime, i morti, i feriti, le tende, e l’incognita del futuro, il ritorno forzato alla normalità, non riescono ancora a prevedere in maniera efficace il punto esatto dove la terra urlerà.
Da notizie dell’ultima ora pare che alla dichiarazione del sismologo Giuliani, abbia fatto seguito una smentita.