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di Pippo Gallelli

La Juve sciupa, si addormenta e alla fine pareggia 1 a 1 contro Olympique Lione, rischiando anche di perdere una partita che sembrava avviata alla vittoria qualificazione agli ottavi di Champions, con un turno di anticipo. La festa è rinviata ma la squadra ha fatto arrabbiare Mister Allegri, visibilmente contrariato a fine partita. I bianconeri presentano Sturaro titolare dall’inizio e Dani Alves esterno destro nella difesa a quattro, con Bonucci e Barzagli centrali ed Evra a sinistra. La Juve parte con determinazione, domina, ma negli ultimi sedici metri sembra mancare del guizzo risolutivo: Pjanic è ancora impalpabile e appare abbastanza nervoso. Gli uomini di Allegri comunque hanno il comando delle operazioni mentre i francesi sono ben messi in campo, ma appaiono meno grintosi della gara di andata. La partita è sbloccata da un’ingenuità di Diakhaby, che spinge Sturaro in area, donando gentilmente un rigore alla Juve. Higuan ringrazia e, al 13°, trasforma dal dischetto. I bianconeri vanno vicini al raddoppio con un gran tiro di Marchisio al 25° e, soprattutto, con Higuain che al 40° tutto solo e all’altezza del dischetto, si divora letteralmente un gol già fatto. Nel secondo tempo la Juve cerca di rallentare i ritmi e di gestire il vantaggio, forse troppo, perché i francesi prendono coraggio e avanzano il loro baricentro, senza però graffiare, almeno fino al 40° quando Tolisso segna di testa, a due passi da Buffon, servito da una punizione di Ghezzal dalla trequarti destra. Dormita generale della difesa bianconera che ha letteralmente dimenticato il talentuoso centrocampista francese, libero di colpire. C’è poco tempo e i bianconeri tramortiti abbozzano una reazione confusa e improduttiva, anche perché il Pipita era uscito poco prima del pareggio francese. Nel finale, anzi, è il Lione che sfiora il colpaccio: Barzagli regala palla al limite dell’area a Lacazette che si presenta a tu per tu con Buffon ma, poco lucido, tira sull’esterno della rete. La squadra di Allegri ha sciupato nel primo tempo con Higuain il colpo del KO e nel secondo tempo ha tirato i remi in barca troppo presto. L’inconsistenza di Pjanic rischia di diventare un caso e alcuni uomini, costretti agli straordinari, sembrano appannati e stanchi. Nel secondo tempo si è rivista la Juve stregata dalla Champions, opaca e quasi timorosa di vincere. Nulla di irrimediabile, la qualificazione è solo rinviata, anche se c’è sempre il discorso piazzamento in testa al girone, che risulta determinante per il prosieguo del torneo. C’è molto da riflettere per Allegri e dirigenza: urgono correttivi.