DI NELLO BALZANO
Virare a dritta nel gergo navale indica la direzione verso destra, Monfalcone è la città simbolo dei cantieri navali di Fincantieri, è stata fino a ieri un feudo storico della sinistra, uno dei tanti comuni dell’Italia operaia dove non c’era mai stata storia per i partiti moderati o di destra.
Anna Maria CISINT la candidata del centrodestra si afferma con il 62,49% sulla sindaco uscente Silvia ALTRAN ferma al 37,51, una sorpresa? Non direi anzi una replica di tante altre città del lavoro.
Citiamo un altro dato che non può essere sottovalutato, l’affluenza, ferma in entrambi i turni poco sopra il 50%, l’ennesima conferma che una consistente parte di elettori di sinistra non va più a votare, insomma parafrasando gli esagitati della Leopolda, non c’è bisogno di gridare FUORI…FUORI.., loro da anni hanno scelto di stare fuori dai seggi elettorali, anzi ben lontano, riflettano su questo dato i nuovi costituenti che pensano: meno votano più è facile gestire i pochi che ancora esercitano il diritto di voto, non funziona.
Come sbaglia chi pensa ad un centrodestra finito, non è così, non dimentichiamo chi sono gli eredi di quella parte politica, ex democristiani, ex socialisti craxiani gente ben avvezza a gestire le elezioni ed a vincerle a manbassa, loro sì capaci a gestire un elettorato limitato nei numeri.
E se fossero persone avvedute i rottamatori avrebbero dovuto capirlo da altri risultati realizzati con vittorie schiaccianti del centrodestra in un’altra regione affacciata sul mare, in una regione che trae dalle attività portuali una parte consistente dell’economia, La Liguria.
2015: un  giornalista Mediaset, Giovanni TOTI di Forza Italia, sbarca in regione con 13 punti di distacco sulla candidata sponsorizzata dal presidente uscente Claudio Burlando, renziano della prima ora e mezza, ex ministro dei trasporti del governo Prodi, colui che aveva il PD ligure nelle sue mani, anno successivo Savona altra città di mare, viene conquistata dal centrodestra, con un risultato sorprendente, ma non dimentichiamo Livorno la culla del PCI oggi in mano al M5S con Nogarin.
Insomma il mondo operaio non si fa prendere per i fondelli dalla nuova (sic) sinistra è la punisce severamente.
Monfalcone è l’ennesimo campanello d’allarme, ma non per il PD che potrà ambire a qualcosa, solo quando diventerà partito della nazione, ma per la sinistra storicamente opposizione propositiva a livello nazionale, ma spesso capace di dare grandi dimostrazioni di capacità di governo nelle grandi città operaie…le elezioni di un’altra grande città portuale sono vicine, a Genova se non si comprende cosa sta succedendo, la prossima primavera si potrebbe vedere la replica di Monfalcone.cisint