DI GIORGIO MAURI
giorgio mauri
Oggigiorno solo degli ingenui possono parlare di destra e sinistra applicando i canoni del secolo scorso.
Oggi va messo sopra colui che serve multinazionali e finanza, e i peggiori sono proprio i progressisti, sia d’oltre oceano sia europei.
Una specie di cappa mafiosa che soffoca tutto, dall’economia alla civiltà, e soprattutto toglie agli esseri umani la libertà, pretendendo anche di eliminare lo stato di diritto e unificare i poteri tutti nelle mani di uno solo (che così decide più velocemente – che cosa decida in un mondo organizzato in quella maniera lo sa solo Iddio).
Poi esistono le destre e le sinistre classiche.
A destra vanno considerate persone serie come un De Gaulle, o un Helmut Kohl.
A sinistra le classi politiche svedesi che hanno prodotto i migliori esempi di socialdemocrazia di tutti i tempi. Oggi va menzionato Corbyn (leader dei laburisti), mentre il francese Dominique Strauss-Kahn è stato fatto fuori perché troppo in gamba (meglio il povero Hollande). Tra gli intellettuali meritano una citazione l’economista Joseph Stiglitz e il greco Varoufakis, più un matematico che un economista, ma con una sensibilità politica molto più pronunciata (ha fondato DiEM 25, valutando che occorrano 10 anni per ottenere qualche risultato).
Come associazioni possiamo contare sulle migliori mai apparse sulla terra: Greenpeace. E sono proprio i verdi una delle espressioni più forti di politiche tese al benessere comune. Validissima la leader dei verdi americani, Jill Stein, accanto alla quale va ricordata la bravissima Naomi Klein, la prima a trattare in maniera sistematica i problemi della globalizzazione.
Poi esistono dittature e oligarchie. Cina e Usa sono nelle meni di oligarchie, la Russia preferisce lo ZAR. Il resto del mondo è vittima dell’imperialismo delle grandi potenze. L’Australia, che ha una bilancia commerciale con la Cina di dimensioni gigantesche (gli fornisce il carbone) spende 30 miliardi l’anno in armi per la difesa dalla Cina stessa.
A sinistra è giusto menzionare una bella espressione della cultura francese (la migliore espressa dall’occidente): Jean-Luc Mélenchon.