DI GIORGIO MAURI
giorgio mauri
Sono molti e da me stimati coloro che scrivono di essere preoccupati dalla vittoria di Trump.
C’è addirittura chi lo paragona a Hitler.
Voglio tranquillizzare costoro, perché il richiamo a una nazione americana di nuovo grande non va letta nel senso di espansionismo e di affermazione della razza, ma molto semplicemente nel senso di un recupero della dignità dei suoi lavoratori. Come ha scritto 4 anni or sono Emiliano Brancaccio (i grandi leggono il futuro, diversamente dai chiromanti) : “Il rifugio della economia globale sarà un ritorno al protezionismo”. Affermazione che non va letta come fanno i fanatici della verità, nel senso di dazi e dogane a gogò, ma nel senso di un ripensamento della globalizzazione, oggi diventata il vero nemico della civiltà occidentale.
Che la Cina abbia piegato in due l’occidente con una produzione di acciao di qualità a prezzi stracciati lo sanno ormai tutti.
(Produzione di acciao in milioni di Tonnellate, anno 2014
USA 88,34
Brasile 33,91
Francia 16,14
Italia 23,73
Germania 42,94
Turchia 34,03
Russia 70,65
India 83,20
Coreo del sud 71,03
Giappone 110,66
— per un totale di 574,63
Cina 822,70)
Analogo il discorso per quanto concerne una ferma politica contro l’immigrazione, anch’essa frutto di grandi problemi per le classi meno abbienti.
Si tratta, banalmente, di una reazione a quella globalizzazione che i corrotti politici democratici di tutto il mondo occidentale hanno cavalcato con falsità per sole ragioni elettorali.
Quanto al KKK vi ricordo un fatto: le RONDE LEGHISTE.
Esse erano veri e propri fanatici, legatissimi alla destra più fanatica, orgogliosi e dichiarati fascisti, e furono ingaggiati dal sindaco Moratti anche per Milano. Mi sembra che nessuno, ad oggi, abbia fatto qualcosa di analogo negli USA.
Eppure la Lega è stato l’unico partito che si oppose ai dictat “democratici” della commissione europea (organo non eletto ma designato dai governi con l’invito a scegliere persone “fedeli e votate alla causa), difendendo le pensione dei lavoratori.
E allora i “democratici” hanno fatto saltare per aria un governo eletto dai cittadini e, dopo avergli permesso di aprire un mercato ufficiale per corrompere i “responsabili”, diretto da quel Verdini che oggi si propone come garante delle istituzioni e ci riscrive la sua costituzione, ci hanno “consigliato” il governo Monti che, udite udite, in 15 giorni ha fatto la riforma delle pensioni.
Per inciso anche Maroni disse che una legge elettorale seria si poteva fare in due settimane, in faccia al sistema bicamerale.
Concludo con una preoccupazione. La svolta fascista la vedo qui in Europa, e soprattutto in Italia, più che oltreoceano con Trump.
Anche la deregulation nel mondo della finanza è stata una manovra dei democratici (iniziata Carter e terminata dalla coppia Blair-Clinton).
trump-hitler