DI RITA PANI
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La gente protesta in America, non riconosce Trump come presidente. Guardo le foto di quei ragazzi e dei loro cartelloni arrangiati, con affetto e simpatia. So bene – me lo ricordo – quale deve essere stato il loro risveglio. Gli occhi allampanati e lo sguardo vacuo posato su uno schermo televisivo e quella domanda: “Are you kidding?” No, non è uno scherzo, né del destino né degli alieni; è andata proprio così: l’arroganza del danaro è al potere, come sempre, ma questa volta con qualche pudore in meno e tanta sfacciataggine in più. Converrete con me che non è il caso di lasciarsi andare in una disamina politica dei fatti, visto che ieri anche il robivecchi sotto casa ha avuto da dire la sua, spingendo il carrello della sua mercanzia. C’è da guardare con gli occhi dell’esperienza e incoraggiare le anime buone di quell’America che sta messa come noi, incredula e senza speranza, che non riesce a capacitarsi della deriva idiota che ha intrapreso il suo paese. Quelle anime buone terrorizzate dalla valigetta nera. (State tranquilli, nemmeno imparerà mai a usarli quei codici) Le anime “diverse” che abitano il paese dei sogni. Coraggio, potrebbero essere solo due anni e passano in fretta. Dipende solo da quanto gusto prenderanno i pirati a razziare il tesoro, e dal fatto che resti qualcosa ancora da demolire. Sennò potrebbe durare di più, fino alla presa di coscienza, fino al rigurgito di democrazia o fino all’estinzione della parte più povera dell’umanità. Coraggio! Mettete via i cartelli e tornate a rinchiudervi nelle Università, organizzatevi per demolire il modello neocapitalista prima che si faccia strada e diventi il nuovo sogno da realizzare. O sarete fottuti peggio di noi. Anche noi urlammo in strada, circondammo i tribunali e i palazzi del potere facendo girotondi come bambini un poco scemi, intanto quello che dava la mano proprio a noi iniziava a pensare che forse, se si fosse reinventato, avrebbe potuto partecipare al banchetto pure lui. E imbalsamato berlusconi, ci siamo ritrovati nelle macerie provocate da burattini, comici e mentecatti ignoranti, affamati di potere e danaro. Ecco l’unica cosa che dovrebbe far paura: che il modello americano diventi più spavaldo e arrogante, che non abbia più motivo di nascondersi dietro al paravento dell’altruismo che dà la democrazia a chi non la ha per razziare risorse a popoli vessati, o che non abbia più bisogno di premiare il merito di uno per favorire il corrotto; che non abbia più bisogno di essere ambiguo per essere celatamente criminale. Non lasciatevi sviare dall’impalcatura che regge un’improbabile capigliatura o da un fondotinta da drag queen, non è un problema estetico che avete da risolvere. E noi lo sappiamo bene. Non lasciate che questo rozzo pirata lasci ai postumi l’eredità dell’impunità. È un costruttore, e per prima cosa impianterà le fondamenta che possano reggere il suo futuro da capitalista e quello di chi insieme a lui sarà libero di razziare. Comunque, compratevi un elmetto. Al nostro tycoon per fortuna interessavano più le donne  che l’espansione coloniale, al vostro non so.