DI FRANCESCO ERSPAMER

FRANCESCO ERSPAMER

Le autorappresentazioni sono importanti. Sono il modo in cui le persone decidono di mostrarsi, spesso in modo impreciso o esagerato ma rivelando con chiarezza cosa pensano che debba piacere agli altri e dunque ciò che a loro piace degli altri.
Due citazioni dal suo sito. La prima è la sintetica biografia con cui si presenta: “Donald J. Trump is the very definition of the American success story, continually setting the standards of excellence while expanding his interests in real estate, sports and entertainment”. Cosa ci dice? Che per lui conta solo il successo e che con quello misura l’eccellenza. Quanto ai suoi interessi, sono tre: mercato immobiliare, sport e spettacolo. Esattamente come Berlusconi, avete notato?
La seconda citazione è l’inizio del messaggio di ringraziamento all’America per la vittoria: “We showed America the silent majority is no longer silent. Today, we created an America that WINS again”. Cosa ci dice? Che Trump è la voce della maggioranza silenziosa, immagine che da sempre indica la parte più retriva e conservatrice della popolazione (e che non è mai la maggioranza, neanche in questo caso: ha vinto con 200mila voti in meno di Hillary Clinton e con il sostegno di meno di un quarto degli aventi diritto al voto). Ma soprattutto conferma che per lui conta essere dei vincenti, non giusti o umani o generosi. Un po’ come Renzi, avete notato?
No, non è il mio presidente.