DI GERARDO D’AMICO

GERARDO D'AMICO

È successo anche da noi che poveri disgraziati senza casa, senza lavoro, senza niente fossero i più accesi sostenitori e votanti di un milionario che dalle sue ville le sparava grosse contro la “sinistra al caviale”, ovviamente i veri colpevoli di quelle difficoltà. È successo anche da noi che la sinistra pura sia vista come massimalista, e quindi condannata all’opposizione, e che quella di governo sia riuscita a fare cose difficili da digerire pure con un regime di destra, senza per altro ottenere i risultati sperati, dalla scuola alla ripartenza dell’economia. Certo, poi ci sono i distinguo, le provvidenze e i bonus ai più poveri: ma il messaggio che arriva al grosso dell’elettorato è che si siano fatti gli interessi di banchieri e finanzieri.
Nulla di nuovo, insomma. Vince chi pronuncia a voce più alta male parole contro l’avversario, chi semplifica i problemi in bianco e nero avvicinandosi a quelli che sono le paure o gli egoismi del gruppo più vasto. È così che va. Leggiamoci un libro.

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