DI GIORGIO SANTELLI
GIORGIO SANTELLI
1) Come cambia il referendum è la possibilità delle leggi di iniziativa popolare?
Chi ha fatto la riforma dice che ci saranno elementi di partecipazione maggiore e possibilità maggiore di intervento dei cittadini nella formazione o abrogazione delle leggi. Allora, per il referendum il problema era il quorum e poi la possibilità che quella legge venisse davvero abolita. Sensi raccolgono 500mila firme il quorum sarà del 50% + 1 degli aventi diritto al voto. Se ne raccogli 800mila il quorum è del 50% + 1 del numero di elettori che hanno votato alle ultime elezioni politiche. Ma al di là del quorum poi resta il Parlamento ad intervenire e, per fare un esempio, quel che è successo sul referendum sulla ripubblicizzazione dell’acqua può succedere. Ovvero, il rispetto della scelta popolare può comunque essere inficiato da un escamotage parlamentare.
Per le leggi di iniziativa popolare servono, al posto delle 50mila attuali (come corretto dagli amici nei commenti), 150mila firme. Poi però l’unica cosa in più è che il Parlamento e quindi in primo luogo la Camera è obbligata alla discussione della legge proposta ma non all’obbligo di approvazione. Insomma, l’unico elemento in più è dovuto alla discussione. Poi su referendum propositivi sarà il Parlamento a regolamentare di volta in volta il voto. Gli obblighi restano comunque gli stessi per il Parlamento. Ovvero non esiste un vincolo reale alla proposta popolare. Dunque, non è troppo parlare di esaltazione della partecipazione popolare? Che ne dite?