DI SALVATORE OCCHIUTO

SALVATORE OCCHIUTO

Una marea popolare per le strade di Seul. Sono scese in piazza circa un milione di persone per chiedere le dimissioni della Presidente Park Geun-hye. La prima donna Capo di Stato nella storia della Corea del Sud è nell’occhio del ciclone per la vicenda della novella Rasputin. Uno scandalo che rischia di travolgere la Presidente coinvolta in un’ondata mediatica di proporzioni gigantesche. Choi Soon-sil era la sua confidente oltre ad essere una specie di sciamana che interferiva nell’amministrazione del governo senza ricoprire alcun incarico ufficiale. Un ruolo concluso con l’arresto in relazione ad accuse di abuso di potere e corruzione. La Presidente durante un messaggio televisivo alla nazione si è scusata e ha ammesso i suoi errori. Park Geun-hye, 64 anni, è la figlia del Presidente Park Chung-hee, autore del colpo di stato del 1961 e assassinato nel 1979. Eletta nel dicembre 2012 come candidato della destra conservatrice con il 51,6% rischia di non concludere il mandato non rinnovabile di cinque anni previsto per la fine del 2017. Una Presidenza basata su un approccio filosofico che auspicava un’era di speranza e prosperità contrassegnata da un’intensa politica di scambi commerciali nel contesto asiatico e da riforme sociali a sostegno dell’emancipazione femminile e dei diritti individuali. La sconfitta alle elezioni parlamentari del mese di aprile ha indebolito la Presidente sovente criticata per il coinvolgimento della famiglia nella gestione del potere e per le presunte frodi della sua fondazione umanitaria. Alcuni organi di stampa hanno denunciato la sua attitudine a manipolare l’informazione e il processo elettorale avvalendosi di apparati dei servizi di sicurezza. Una caduta libera nell’indice di gradimento ora sceso addirittura ai livelli minimi del 5%. Un destino nelle mani del Parlamento che potrebbe eventualmente attivare la procedura di impeachment.