DI MASSIMO WERTMULLER
MASSIMO WERTMULLER
Vi spiego perchè resta comunque più una battaglia che un argomento difficile. Almeno qui in Italia. Di sottofondo c’era la trasmissione della Balivo. Era un momento in cui un cuoco spiegava la sua ricetta alla gente. Una cosa folgorante, nuova e sorprendente, insomma. A un certo punto la conduttrice parlava di friarelli con le salsicce, oppure senza, per i vegetariani. Quando, però, il cuoco si soffermava a parlare di quello con le salsicce, lei gli domandava” ah ma tu le mangi le salsicce?”(o qualcosa del genere) e quello rispondeva . “Sì, le mangio e le vendo!”, detto fieramente e seguito da risata complice della conduttrice e persino da applauso del pubblico. Da questo momento in poi, altre battute sui vegetariani (“ma ci vanno le alici?”” certo”” eh ma se il piatto è vegetariano…””eh ma è un’altra cosa con le alici” più o meno così per un po’ di tempo). Ora, premesso che uno si può mangiare pure lo zio, credo che il tema del vegetarianesimo, avendo al centro dell’argomento la morte orribile di creature innocenti per un menù, meriti un comportamento, un atteggiamento, più rispettoso, credo, ecco, a prescindere. Qualcuno mi disse un giorno” A me piace la carne, e non ce la faccio a rinunciare. E’ un percorso che porta ad una consapevolezza. Tu ci sei arrivato, io no. Spero di farlo presto”. Vedi che civiltà? Tutti siamo stati allevati a carne, io pure. Però si può comprendere la giustezza di una ragione a qualsiasi età e momento della vita, no? Tra chi usa toni da stronzo, addirittura offende, sbeffeggia, insulta chi si batte per i diritti alla vita di tutti gli esseri viventi, e chi invece si dice debole ma rispettoso di fronte a questo tema, c’è una differenza, no? E questi atteggiamenti, assunti tra una risata e un’altra, tra una pubblicità e un’altra di questo o quel prosciutto, in televisione, anche se per fortuna siamo ormai in una nuova era di nuova consapevolezza e rispetto dei diritti degli animali e vediamo anche una proposta intelligente di servizi ben fatti sul tema, ma parlando di quell’atteggiamento, quell’atteggiamento, quel modo di fare, non aiuta certo. E’ ancora appunto argomento difficile, una dura battaglia contro una vera e propria abitudine culturale difficile anche solo da intaccare…Vale la pena ricordare che chi abbraccia la dieta vegana, o anche solo vegetariana, lo fa per empatia, per scelta etica, e arriva a questo punto dopo un percorso che lo porta a vedere nel piatto, invece che una pietanza, un essere vivente che prima era vivo, vegeto, e magari pure simpatico o intelligente, ammazzato tra atroci sofferenze, tra grida di dolore e di paura. Punto.