DI GIANFRANCO MICALI
Molti avranno sicuramente letto la notizia della lettera spedita da Matteo Renzi per invitare oltre quattro milioni di italiani all’estero a votare Sì. Pare, in violazione della legge sulla privacy, perché si sarebbe approfittato dell’indirizzario a disposizione dei vari consolati. Ma, oggi come oggi, le polemiche servono a poco.
Questa operazione è davvero pericolosa, e potrebbe mettere in forse l’esito del referendum.
Come reagire ? Con le frecce e con l’arco di cui disponiamo.
Ognuno di noi ha qualche amico, parente o conoscente all’estero. Ci si metta in contatto, via internet, telefonicamente, o tramite posta che arrivi in tempo. Spieghiamo la situazione, il modo in cui è stata inviata la lettera, quanto è costata la spedizione, raccontiamo Matteo Renzi, il suo modo politico di agire, i guasti derivati dalle sue leggi e il pericolo di svolta autoritaria insita nella riforma costituzionale, e sveliamo ai nostri connazionali residenti all’estero che se voteranno sì non potranno neppure più eleggere i loro senatori.
Chi lo ritiene opportuno, magari utilizzi , se li ritiene più efficaci, i post degli amici di fb orientati al NO, dopo aver chiesto l’autorizzazione agli interessati , li faccia propri, perché qui non è questione di vanità. Nessuno se ne avrà a male, se per un fine giusto userà le sue parole, anche senza citarne la fonte.
Gli amici e i parenti infatti danno retta alle persone che conoscono, e delle quali si fidano.
Ecco, non perdiamo tempo, diciamo tutto questo ai nostri amici di fb, invitandoli a fare altrettanto.
Ognuno di noi può potenzialmente raggiungere decine o centinaia di migliaia di amici( il numero dei nostri amici funge da moltiplicatore), i quali potranno selezionare, senza violare la privacy), i residenti all’estero da raggiungere.
Oggi il passaparola è il solo mezzo di comunicazione di cui disponiamo. Ma è anche il più potente per urlare il nostro NO il 4 dicembre.
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