DI DARIO CELLI

DARIO CELLI

Alla fine dirò la mia sulle elezioni americane. Sarò lungo, lunghissimo, e dunque mettetevi comodi e vi prego di scusarmi. Ho aspettato a dire la mia perché mi sono dovuto riprendere. Perché anche per me è stato un duro colpo. Certamente non avevo capito molte cose: prima di tutto avevo sottovalutato lo scazzo della periferia verso il potere centrale o delle grandi città. Ma non ritengo affatto che, in America, sia “in gioco” la democrazia. E’ che il virtuale, i social, amplificano tutto. Tutto ‘sto casino, tutta questa angoscia, quando vennero eletti Reagan o Bush jr non l’ho visto. Ah, lo so: semplicemente (semplicemente?) perché a quel tempo non esisteva ancora internet o, successivamente, non esistevano ancora i social network. Dunque, calma. Non ingigantiamo le cose grazie (a causa) degli (spesso inutili) dibattiti sui social, che spesso sono alimentati da persone ignoranti tastieristi “di professione”. Calma. Cosa cambierà negli Usa dopo l’elezione di Donald Trump? La mia opionione modesta è che non cambierà molto. Certamente pochissimo per gli italiani. Non andare negli States in vacanza perché c’è Trump alla Casa Bianca? E’ una stupidaggine. Cosa avreste pensato di un americano che rinunciava alle vacanze in Italia ai tempi di Berlusconi? Gli Stati Uniti resteranno sempre un Paese straordinario, dalle straordinarie opportunità. Ok, forse Trump tenterà di rendere più difficile l’interruzione di gravidanza, ma su questo, come sapete benissimo, è impossibile che possa (anche attraverso la nuova Corte Suprema che avrà un giudice in più – conservatore – che lui nominerà – e questo grazie ad una cortesia istituzionale di Barack Obama) modificare le legislazioni in merito dei singoli Stati americani. Impossibile, anche, che vengano revocate le leggi che impediscono nei posti di lavoro (e anche nell’esercito e nella Polizia!) la discriminazione sessuale, gay/lesbiche/bissessual/transgender compresi. Probabilmente (forse…) Trump modificherà quella timida riforma sanitaria che ha fatto Obama rendendo obbligatoria per tutti il pagamento di una assicurazione sanitaria (a proposito, ma se a un ragazzo italiano di 25-45 anni dicessero, in Italia, “questo è il tuo stipendio. Ma il tuo stipendio è il 35% in più se rinunci all’assistenza sanitaria e un ulteriore 20% in più se pensi da te alla contribuzione pensionistica”, secondo voi cosa risponderebbe un 25-45enne?). Probabilmente l’assicurazione sanitaria individuale tornerà ad essere facoltativa (anche se in questi ultimi due giorni 200mila americani sono corsi ad iscriversi alle assicurazioni sanitarie, forse per paura di non poter più avere le stesse agevolazioni). Ma per il resto credo cambierà poco. Anche perché – come sapete bene – attorno ad un Presidente c’è un cerchio di persone che governa con lui e lo marca stretto… A mio parere gli Stati Uniti resteranno un Paese dove il controllo “centrale” (di Washington) sul resto della nazione sarà limitato. Dove si continuerà A NON ESSERE OBBLIGATI A POSSEDERE UN DOCUMENTO DI IDENTITA’ (lo sapevate che negli Usa non è affatto obbligatorio non solo potare con sé ma anche avere un documento di identità?) . Dove, in un Paese che venera la bandiera (e chi ci è stato lo avrà notato…) continuerà ad essere ritenuta protetta dal Primo emendamento (“Libertà di opinione ed espressione del pensiero) anche la libertà di BRUCIARLA, la bandiera, senza essere accusati di oltraggio. Dove gli agenti di polizia continueranno A NON POTERE CHIEDERE DOCUMENTI PER STRADA A CASACCIO, basando la loro scelta “casuale” perciò sull’aspetto o sulla razza. Dove continuerà ad essere vietato il controllo “casuale” delle vetture per strada. Dove nel curriculum che si presenta ad una azienda non si è obbligati a (anzi, è vietato!) scrivere il sesso e l’età. Dove la libertà individuale è ritenuta un dogma INTOCCABILE. Dove anche le figlie di un Presidente (le gemelle Bush) possono essere fermate, controllate (l’auto non manteneva la propria corsia), e – risultate entrambe positive all’alcol test – processate e condannate a sei mesi di lavori socialmente utili (nella fattispecie, volontariato in un pronto soccorso e pulizia del sangue nelle sale operatorie…). Poi, certo, vedremo se e quali cambiamenti ci saranno in politica estera, ma sono le piccole cose di tutti i giorni che rendono gli Stati Uniti straordinari, che colpiscono tanto gli italiani. E che Donald Trump certamente non cambierà. Infine c’è poi da tenere conto che la Costituzione americana non permette ad un Presidente di stare in carica per più di 8 anni complessivi (4 anni più EVENTUALMENTE altri 4). E che, normalmente, ad una Presidenza democratica ne segue SEMPRE una repubblicana. E viceversa. E in 229 anni, solo due volte, negli Usa, questo “cambio della guardia” non è avvenuto. Sembra quasi che gli americani ci godino a fare lo sgambetto ad un partito che è alla Casa Bianca da otto anni. E’ un po’ come se gli dicessero: “Qui non è l’Europa, dove potete stare al potere per venti e passa anni. Qui vi facciamo ballare: sia che abbiate lavorato bene sia che male. E ora a casa. Dunque, calma. Comportiamoci come gli americani, che della politica non gliene frega granché (ricordo che, alla fine, HA VOTATO SOLO il 56% degli aventi diritto). E che – a parte alcuni giovani esasperati e spazientiti (che però avrebbero eventualmente fatto meglio a votare Hillary Clinton e a non astenersi…) – stanno buoni buoni ad aspettare che questi quattro anni passino. Mica è come in Italia, che chi va al potere ci sta almeno per 20 anni. Ok, speriamo che questi quattro anni passino senza troppi danni…