DI PINO APRILE

PINO APRILE

Questa è una confessione. Nei miei frequenti viaggi in Puglia, ho fatto incetta di sputacchine (ma che schifo… usavo una pinzetta e le mettevo in un barattolo, insieme a un infernale alimento preparatomi da misteriosa masciara, per moltiplicarne la cattiveria) e di batteri Xylella.
Non chiedetemi come li riconoscevo, senza analisi al microscopio: “a vista”, esattamente come, da noto decreto ministeriale, dovrebbero fare i killer di ulivi. E non fate commenti cretini: se non hanno bisogno loro di analisi per abbattere giganti secolari, volete che ne avessi bisogno io che li lasciavo in piedi, e solo mi rifornivo del mostro più piccolo e più feroce che sia mai approdato in Puglia?
Ovviamente, prendevo le mie precauzioni: catturavo i batteri con i vetrini e li ponevo in scatoline a chiusura stagna, con pezzetti di ulivi millenari da sgranocchiare.
Poi, così munito, ho fatto una crociera nel Mediterraneo orientale (Sicilia, Malta, Baleari, Barcellona, Marsiglia), seminando l’infame contagio. Non sto scherzando: ho circa tremila testimoni oculari (fra passeggeri ed equipaggio), con corredo di selfies e foto delle conferenze tenute a bordo e nei luoghi d’approdo, anche con autorità indigene…
Per la verità, la Xylella non ha aspettato me per accasarsi ovunque, e non solo in Mediterraneo. Ma, come si dice (antico proverbio iberico): dos Xylellas sonos mejores que una.
A Palma di Majorca mi ha aiutato il fatto che ci siamo stati di sera; e la notte è stata complice del mio misfatto, nascondendo la seminagione di sputacchine e batteri che ho fatto, fingendo di ammirare il paesaggio.
Apprendo ora, che la fetenzia che ho diffuso ha attecchito. Raderanno al suolo gli uliveti majorchini? Non l’hanno fatto altrove, non con quelli marocchini, di altre zone spagnole, della Francia, della Grecia, della…
Insomma: da nessuna parte.
Perché in Puglia si dovrebbe? A me pare sempre più fragile l’argomento di chi vuole usare la presenza del batterio per desertificare il più grande uliveto del mondo, in Puglia, anzi “la Puglia”.
Vi prego di tracurare il particolare, poco significativo, del mio contributo all’estensione del male. Tanto, era già ovunque (beh, certo, adesso anche alle Baleari…). Insomma, che resti fra noi: questa è sì una confessione, ma in confidenza: e che raccontiamo i fatti nostri a tutti, mo’?