DI CHIARA FARIGU

CHIARA FARIGU

In Sardegna, nel Medio Campidano, ad Assemini, “Tziu Mundicu”, al secolo Valerio Piroddi ha spento oggi la bellezza di 111 candeline. E’ l’uomo più longevo d’Italia ma è in lizza per diventare l’uomo più vecchio d’Europa, assicura Roberto Pili, presidente della Comunità Mondiale della Longevità, che segue Nonno Piroddi dal punto di vista scientifico. A festeggiarlo, oltre ai figli, nipoti e pronipoti, anche il sindaco Mario Puddu che ha postato un’ immagine dei due nel suo profilo Facebook.
E’ una vecchia quercia, tziu Mundicu e la vita non è certo stata tenera con lui. E com’è consuetudine tra i sardi delle vecchie generazioni non si è mai risparmiato per mandare avanti la sua famiglia. Ha lavorato in ferrovia, nella forestazione come carbonaio, ha praticato l’agricoltura e lavorato nei campi sino all’età di 85 anni. Il freddo, il forte maestrale che imperversa costantemente nell’isola, ma anche l’afosa calura che rende incandescenti e argillosi i terreni da coltivare hanno temprato il suo carattere (non facile, sostengono i familiari) ed il suo fisico fino a fare di lui il più vecchio d’Italia. “Brilla per la memoria episodica e per la abilità motoria, dice di lui il presidente Pili, è un vero e proprio fenomeno con un’età biologica di almeno 20 anni in meno rispetto a quella anagrafica”. Perfettamente autonomo, mente lucidissima e ancora tanta voglia di guardare al futuro. Per veder crescere nipoti e pronipoti ai quali augura una vita meno travagliata della sua. Non è stato mai colpito da gravi malattie, quelle passeggere le ha sempre superate. L’unico neo che lo infastidisce un po’ glielo dà l’udito che non è più quello di un tempo, quando bastava il fruscio di una foglia qualunque per destare la sua attenzione.
In Sardegna da anni studiosi e ricercatori cercano di analizzare quale sia il segreto che l’ha resa “terra di centenari”. E tutti concordano che la genetica ha certamente la sua influenza alla quale si accompagnano l’alimentazione ( formaggi, verdure e frutta dell’orto, vino, prodotto in casa e il latte di pecora e capra degli allevamenti bradi) l’ambiente e lo stile di vita. “Pani e casu e binu arrasu” recita un detto sardo, che tradotto per i continentali sta per “pane e formaggio e bicchiere di vino (nero) colmo fino all’orlo”, lasciando intendere che questi sono appunto gli alimenti- fattori all’origine della longevità. E in Ogliastra, nel cuore dell’isola, dove vivono gli italiani in assoluto più longevi, si producono proprio i formaggi e i vini migliori dell’isola. Sono solo coincidenze?

L'immagine può contenere: barba e una o più persone