DI SERGIO SERGI
Sergio Sergi
Il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, intervistato da Lucia Annunziata a “In 1/2 Ora” (Rai3) ha, tra l’altro, affermato che l’assenza della bandiera europea dallo studio del capo del governo e dalla sala delle conferenze stampa di Palazzo Chigi, “non è un caso”. Anzi, è il segnale che l’Italia intende sottolineare con forza il valore dell'”interesse nazionale”.
Conferma più autorevole della “svolta” populista (i grillini e i leghisti gli fanno un baffo) del governo in politica europea non poteva esserci. La rimozione della bandiera Ue (“Ho avuto un colpo al cuore”, ha confessato Romano Prodi) non è, dunque, un capriccio.

È un segnale politico. A “caldo” viene solo da pensare alla reazione – ci si augura che arrivi ben presto – dell’ex presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Il quale nel 2006 inaugurò il suo ingresso al Quirinale con un viaggio a Ventotene, l’isola dei confinati Spinelli, Rossi e Colorni. Anche Renzi è stato di recente a Ventotene (con Merkel e Hollande) ma la scampagnata è servita poco.

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