1. DI FRANCESCO ERSPAMER
  2. FRANCESCO ERSPAMER
  3. Con i conteggi elettorali pressoché completi si scopre che Hillary Clinton ha ottenuto circa 600mila voti in più di Donald Trump. E si scopre anche che a determinare la vittoria di Trump, ossia a permettergli di conquistare tre stati chiave, sono stati 120mila voti in tutto. Ora, 120mila voti su un totale di circa 132 milioni rappresentano meno dello 0,1%. In altre parole, pur essendo stato votato da un numero inferiore di cittadini e pur avendo prevalso con un margine minuscolo, Trump avrà tutto il potere, assolutamente tutto — la presidenza, un Congresso a lui fedele e una corte suprema succube.
    Vi pare giusto? Se sì, allora è evidente che date una chiara priorità al potere esecutivo e che ciò che vi interessa è la governabilità: e allora non solo al referendum del 4 dicembre dovete votare sì ma fareste bene a iscrivervi al Pd e l’anno prossimo ad andare in pellegrinaggio alla Leopolda. Se invece non vi pare giusto e pensate che democrazia significhi partecipazione e rappresentatività e che dunque in un paese diviso anche il potere debba essere diviso proporzionalmente, come imponeva la Costituzione smantellata da Renzi e Boschi, allora il 4 dicembre andate a votare NO e prima di allora convincente altri a fare altrettanto.
    PS Per quelli che commentano per partito preso, senza davvero prestare attenzione a cosa si sta discutendo, preciso che in questo post non ho detto che la vittoria di Trump sia illegittima. Ho detto che a me pare ingiusta. Il post l’avrei scritto identico anche se a vincere in quel modo fosse stata Clinton o magari Sanders. Perché il mio unico scopo era mettere in evidenza che in Italia il 4 dicembre potrete scegliere (cosa che gli americani non possono più fare) fra due modelli di democrazia, molto diversi: uno in cui l’opposizione può qualcosa, l’altro in cui non può nulla.