DI LUCA SOLDI

 

 

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Malgrado le premesse Firenze ha accolto abbastanza bene “l’abbraccio” di Salvini.
O meglio, la Lega ha dovuto impegnarsi al massimo per portare nella città di Renzi, la propria gente da fuori, ma lo sforzo pare sia proprio riuscito.
Piazza Santa Croce era decisamente piena, si parla di diecimila persone. Ma non poteva essere altrimenti. Gli echi di questi giorni, le vicende politiche nazionali, Trump, non potevano che ridare carica ad uno stanco fronte del NO apparentato alla destra. Così a Firenze sono arrivati accanto 300 sindaci leghisti, gruppi da tutto il nord ma anche dal centro e da sud Italia: Brindisi, Catania, ma anche Pugliesi «liberi e sovrani», napoletani e sardi. Una decina di migliaia di persone. Così la scossa, la prova di forza di Matteo Salvini , almeno sui numeri, pare riuscita.
Dopo il sabato nero degli scontri fra polizia e manifestanti in piazza San Marco in concomitanza con la Leopolda, arrivato in seguito a un discutibile stop alla manifestazione che in un primo momento era stata autorizzata, la città sperava di non dover vivere un’altra giornata di caos e disordine per il quale, il confronto referendario, non ha niente a che vedere. Le cose, invece, sono andate abbastanza bene a parte la confusione in quale strada e nei viale di circonvallazione.
I gruppi che avevano aderito alla manifestazione antagonista dal titolo “Salvini e la Lega, Firenze ‘un vi vòle”, ci sono centri sociali di Firenze e provincia, collettivi universitari, Cobas Firenze, Usb, Partito Comunista Firenze e Laboratorio Politico PerUnAltraCittà.
I manifestanti se la sono presa con «la Lega ladrona», con Renzi, con i fascisti e con i giornalisti a cui urlano «sciacalli, pezzi di m…, rovina della società». Parte da piazza dei Ciompi la contromanifestazione degli anarchici e dei centri sociali che sabato pomeriggio ha di nuovo paralizzato la parte sud di Firenze. Dopo aver attraversato via dei Pilastri, piazza Sant’Ambrogio, via Carducci e piazza D’Azeglio il corteo ha imboccato i viali per tornare ai Ciompi. Trecento le persone che si sono date appuntamento a pochi passi da piazza Santa Croce, dove si teneva il raduno di Salvini.
“Sfiliamo per smascherare la propaganda opportunista dei leghisti – ha detto uno degli organizzatori – C’è rabbia e oggi speriamo in un clima diverso da quello di sabato scorso». C’erano anche un gruppo di immigrati che chiedevano «una politica dell’accoglienza più umana». Tensione, urla, ma niente scontri, niente di paragonabile al sabato della Leopolda. Cosa che avrebbe probabilmente piacere ad un Salvini letteralmente carico al massimo che è arrivato in piazza, in un tripudio di selfie e sventolio di bandiere. Presenti tutti i big della Lega sono gia arrivati, da Calderoli a Maroni, la Santanché, ma anche il presidente della Liguria, Toti. C’era anche il sindaco di Padova Massimo Bitonci, fresco di sfiducia a causa del voto contrario da parte di due consiglieri di Forza italia. Naturale che prendesse la parola anche lui: “La considero una congiura di palazzo per alcune parti e anche una spinta politica dovuta anche alla manifestazione di oggi, per la visibilità di una manifestazione così importante”. Così il sindaco di Padova parlando della crisi nel suo comune. «Sia a livello nazionale sia locale è chiaro a tutti che ci sono due Forze Italia così è a Padova, così è da altre parti. Quindi il tema è andare d’accordo con la Forza Italia che vuole stare all’opposizione di Renzi. Invece, i traditori che vogliono supportare questo governo e magari il sì al referendum vanno mandati a casa. Vergogna, io ho solo sbagliato alleati» dice. E la piazza gli fa eco: «Vergogna, vergogna». Poi l’annuncio: «Vado a riprendermi Padova e per farlo mi ricandido».
Poco prima aveva parlato Giorgia Meloni di Fdi: «Siamo miserabili così la Clinton ha definito chi non la votava. Noi siamo populisti perché siamo dalla parte del popolo, contro gli speculatori : da una parte i diritti dei molti dall’altra gli interessi dei pochi. La globalizzazione se non la governi porta solo povertà e disoccupazione. La globalizzazione serve alle multinazionali che finanziano negli usa la Clinton e qui vanno a braccetto con Renzi, come Marchionne che dice la Fiat va bene ma poi chiude le fabbriche nel sud e paga le tasse in Svizzera».
Sono passate le 16,30 quando arriva il momento del leader e Matteo Salvini sale sul palco di piazza Santa Croce nell’ovazione dei manifestanti.
E l’inizio è dedicato tutto alla città che l’ospita, un vero invito a ribellarsi al giglio magico: «Firenze non è una città comunista è una città occupata abusivamente. Siamo qui per i fiorentini e i toscani. Finiremo prima della messa perché noi siamo timorati di Dio. Mi domando come gente come Verdini e Boschi che hanno rovinato la gente , i risparmiatori delle banche , possano mettere mano alla Costituzione. Qui a Firenze sabato 9 giugno del 1929 nasceva la Fallaci, che dovrebbe essere studiata nei libri di scuola per come ha aperto le menti». Poi ricorda Machiavelli «di cui Renzi è indegno conterraneo» e sull’Islam aggiunge:«l’Italia accetta tutte le persone per bene ma il terrorismo qui a firenze non ha spazio andare a casa vostra». Poi Salvini attacca indirettamente berlusconi parlando di «chi è nostalgico degli inciuci, di Alfano e Verdini, non sarà mai nostro alleato, vostro alleato».
Non mancano gli attacchi alla presidente della Rai per la sua presidenza della Bildeberg: «Maggioni dimettiti». «Renzi si è accorto che l’Unione Europea è brutta e cattiva, che non ci fa sistemare le scuole e non ci aiuta su immigrazione. Ma ha sempre votato a favore dell’Europa. Noi non ci alleeremo mai con chi è alleato della Merkel e delle banche». Poi, sul patto di stabilità: «Quanti danni ha fatto?» domanda ai sindaci. «Il bugiardo (Renzi ndr) diceva di cancellare quel patto. Se ne é dimenticato. Quando vinceremo noi lo toglieremo».
Trump ha davvero ridato fiato ad un Salvini che pareva stanco ed appannato e che adesso si sente libero da certi lacci che molti gli avevano consigliato di tenere ben stretti.
Così la conclusione del ragionamento è del tutto naturale. Si ricandida per l’ennesima volta. Dopo i fallimenti di tutti i tentativi del passato tenta il nuovo affondo, indiretto: «Mi hanno chiesto: “ti candidi?” Con oggi da Firenze si parte per andare a vincere . Non ho paura di niente e nessuno. Le avete viste le facce dei commentatori nelle TV italiane il giorno del voto Usa? Ma quanto abbiamo goduto? E a loro sembrava gli fosse morto il gatto. Grazie ai cittadini Usa per la lezione di democrazia che hanno dato al resto del mondo».