DI ANNA LISA MINUTILLO
ANNALISA MINUTILLO
 Paura per le conseguenze di un terremoto di magnitudo 7,8 che ha oggi colpito la Nuova Zelanda. Dopo il sisma che è avvenuto intorno alla mezzanotte (ora locale), è stato immediatamente lanciato un allarme tsunami.
Le prime onde infatti si sono abbattute sulla costa nordorientale, a South Island, onde alte 2 metri. Il ministero della Difesa ha raccomandato ai residenti di spostarsi “verso luoghi elevati o più verso l’interno”. E’ stato lanciato l’allarme dalla protezione per possibili onde alte anche 3-5 metri. L’appello invita i cittadini ad ascoltare la radio e a seguire le indicazioni fornite dai servizi di emergenza. Anche il centro della capitale Wellington (che si trova sulla punta sud della North Island, a livello del mare) è stato evacuato nella notte. Migliaia le persone che si sono riversate in strada dopo l’allarme lanciato mediante le sirene e lunghe code di auto si sono formate sulle strade verso i rilievi. L’invito all’evacuazione immediata è stato diramato anche per tutte le aree di costa bassa nella parte est.
A Wellington, il Parlamento è stato adibito a ricovero temporaneo per gli sfollati di un albergo vicino, reso pericolante dopo la forte scossa. Il comune provvede ad aggiornare i residenti tramite i social, sono comunque migliaia gli evacuati.
Anche la citta’ di Dunedin ha proclamato lo Stato di emergenza. Al momento non ci sono stime ufficiali riguardo ai feriti provocati dal sisma, ma i media locali riferiscono di varie ambulanze ed elicotteri di soccorso già attivi e in movimento.
L’epicentro del sisma è stato individuato a circa 90 chilometri dalla città di Christchurch, a South Island, ad una profondità di 10 chilometri e anche se localizzato in terra, data la grandezza della faglia attivata, il terremoto ha dislocato il fondale oceanico generando così lo tsunami.
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