DI LUDOVICA PALLAVICINI
LUDOVICA PALLAVICINI
In una socialità sempre più povera, e non intendo solo economicamente, ma soprattutto culturalmente, vengono meno alcuni parametri d’analisi, fondamentali per la crescita d’ogni individuo. Se oggi vediamo degli adolescenti coi cellulari in mano anche mentre pranzano, di chi sarà la colpa? Perché deve essere ben inteso che di colpa si tratta. Ovviamente dei genitori! Facile scaricarla sull’evoluzione dei tempi, ma anche terribilmente sbagliato. Al di là di una mera questione d’educazione, i danni non tarderanno a palesarsi. Badate, mica lo dico io, ma studi pubblicati dal M.I.T.
Troppo semplice ottenere tutte le risposte attraverso un motore di ricerca, troppo facile accedere a canali un tempo oscurati ed inibiti. Su un campione di interviste realizzate con ragazzi/e tra i 18 ed i 25 anni, è risultato che l’85% degli intervistati non conoscesse la differenza tra Presidente del Consiglio e Capo dello Stato; oppure disconoscesse alcuni dei maggiori capoluoghi per appartenenza regionale. E’ indubbio che i metodi d’insegnamento siano cambiati, ma spesso il fatto di arrivare precocemente alle risposte, senza aver percorso tutta la strada, causi effetti negativi. Il prolungato uso dei cellulari provoca nevrosi, nel migliore dei casi, ed una crescente irascibilità. La facoltà di discernere viene mortificata dal click che separa la richiesta dall’offerta. Troppo facile! Troppo dannoso e pericoloso. Io mi vanto d’essere “fuori”, ma solo perché ho capito che niente è ciò che sembra e che viviamo in una società corrotta, abietta ed iniqua. Non sta a me dire cosa potremmo fare, ma almeno si dovrebbe evitare l’inerzia, cosi come l’indifferenza. Se le generazioni future vorranno preservare ciò che resta di questo mondo, dovranno cambiare e prendere coscienza. Pensate con le vostre teste, sempre. Anche se rischiano di affondare sempre più nel guano che ci costringono anche a mangiare.