DI SALVATORE OCCHIUTO

SALVATORE OCCHIUTO

Nuovo accordo di pace tra il governo di Bogotà e le Farc. Ennesimo capitolo della riconciliazione in Colombia. Trattative anche stavolta patrocinate dalla mediazione cubana. L’affermazione del no al referendum del 2 ottobre scorso aveva imposto una nuova negoziazione. Una doppia vittoria per il Presidente Manuel Santos protagonista di una svolta riconosciuta dal conferimento del Premio Nobel per la Pace. “Da un accordo di pace si è passati ad un accordo di fiducia”. La dichiarazione dell’inviato governativo Humberto de la Calle sottolinea che è stata sancita la costruzione di un’era di coesione nazionale. Le Farc dovranno notificare una sorta di inventario delle loro proprietà allo scopo di avviare il processo di risarcimento delle vittime di una guerra civile durata oltre 50 anni e chiarire le eventuali collusioni con i narcotrafficanti. Eventuali processi saranno gestiti dalla magistratura locale senza la cooptazione di giuristi stranieri. Una rivisitazione completa del precedente accordo di fine agosto. Unico punto non negoziabile per le Farc l’eleggibilità degli ex rivoluzionari che è rimasta tale. Un particolare che aveva scatenato una forte reazione popolare. Una concessione imprescindibile affinchè potesse chiudersi una pagina tragica e controversa della storia colombiana.