DI ITALO CUCCI

italo cucci

C’ero, il 4 luglio del 1978, quando i carabinieri si presentarono al portiere del Grand Hotel Gallia di Milano con l’ordine di allontanare dall’albergo tutti i clienti – si fa per dire – impegnati nelle operazioni di calciomercato. Faccendieri, mediatori, mezzani e ruffiani – in sostanza trafficanti di uomini e evasori – erano stati denunciati con un esposto alla Procura di Milano da Sergio Campana, presidente e fondatore (con Rivera, Mazzola e Bulgarelli) del sindacato calciatori. In verità non si trattava di personaggi pericolosi: ricordo il clan dei toscani, Gaggiotti lo squalificato, Marranini quello dei “gatti fradici”, Sannella che aveva dato all’Inter Jair ma avrebbe importato anche Luis Silvio per la Pistoiese; il Principe Italo Allodi e il Ferroviere Luciano Moggi stavano alla larga, naturalmente. E tuttavia finì una storia che sapeva anche di leggenda, iniziata quando il vero principe Raimondo Lanza di Trabia – presidente del Palermo – riceveva i mercanti e i tecnici in una suite del mitico hotel, abitualmente ignudo in una vasca da bagno spumeggiante come lo champagne che veniva offerto ai visitatori. Tutto questo per dirvi che qualche decennio fa ci si scandalizzava per le manovre di pochi bottegai mentre oggi il calcio è in mano a faccendieri internazionali i cui nomi formano un vero e proprio Gotha del malaffare pallonaro. Stupisce l’inerzia dello Stato, non quella delle cosiddette istituzioni; stupisce l’assenza della Finanza, non quella dei tesserati che ormai sono attratti irresistibilmente dalle Forze del Male, quei soggetti indefinibili che, impuniti, posseggono uomini e ne fanno mercato, scovandoli nelle famiglie bisognose dell’Argentina sempre in crisi economica o nei villaggi africani dove il calcio europeo è un traguardo eccellente per migranti privilegiati. Tratto da anni questo traffico indegno invocando la cacciata dei mercanti dal Tempio del Calcio (ispirazione Desmond Morris): inutilmente. Sono convinto che sia ora di intervenire: per salvare il gioco più popolare ma soprattutto per recuperare milioni e milioni dalle mani di trafficanti spesso collusi con la criminalità delle scommesse con basi asiatiche e con i “lavatori” di denaro sporco. Se fossi nei nuovi padroni dell’Excelsior Gallia signori del Qatar – starei attento… Peccato che non ci sia più un Guariniello disponibile.