DI OLIVIA GOBETTI
silvia-gobetti Inutile negarlo: un intervento chirurgico, anche se finalizzato a un sostanziale miglioramento estetico, mette sempre una certa apprensione. E se togliessimo di mezzo lo spauracchio del bisturi e dell’anestesia per raggiungere uno stato ottimale e fare pace con la nostra autostima? Se state rispondendo “magari”, per voi c’è una buona notizia: la medicina estetica sta compiendo passi da gigante per eliminare, nei casi meno gravi, l’incubo della sala operatoria, utilizzando tecniche assolutamente non invasive. Recentemente, si fa un gran parlare di fili riassorbibili e di rinofiller. Che cosa sono? Possiamo fidarci? Per fare chiarezza, mi sono recata sul lago di Garda, a Sirmione, per intervistare uno dei nostri medici estetici più valenti e accreditati, il dottor Marco Merlin.
– Dottor Merlin, fino a poco tempo fa, per “tirare su” un volto ptosico, cioè dall’aspetto stanco e cadente, ci si doveva arrendere al lifting tradizionale. Che cosa è cambiato oggi?
– Per correttezza, iniziamo col dire che i fili riassorbibili, a base di acido jaluronico, non possono essere competitivi se esiste una chiara indicazione per il lifting. Sono, però in grado di rappresentare una validissima alternativa nei problemi iniziali, per ridare turgore al viso e, perchè no, posticipare di molti anni la necessità dell’intervento chirurgico”.
“Quindi, se ricorriamo ai fili riassorbibili in uno stadio iniziale di rilassamento, questa tecnica mantiene le promesse?”
“Come amo ripetere, per avere un buon risultato, occorrono buone indicazioni. La risposta è molto individuale: i fili non fanno miracoli, nè li promettono, ma sono in grado di dare ottimi risultati nel paziente “corretto” e con il medico esperto”.
“Ma quanto sono sicuri? Esistono controindicazioni? E come riconoscere un medico affidabile?”
“Il saggio risponde che il medico bravo è quello che sbaglia di meno. La sicurezza è ottima con i fili riassorbibili perché questi non daranno mai problemi seri. Ci potrebbero essere effetti indesiderati, ma di lieve entità come lividi o piccoli gonfiori e fastidi momentanei. Le complicanze solo se il filo non viene inserito nella giusta profondità. O, ancora, infezione nel punto d’ingresso. Ma sono problemi assenti se il medico possiede l’esperienza necessaria”.
“Dottore, lei parlava di indicazioni corrette. Quali sono esattamente?”
“Con i fili si può finalmente ottenere con un semplice trattamento ambulatoriale, un effetto di leggero lifting della pelle senza aumentare di volume o gonfiare. Le indicazioni si riferiscono ai cedimenti della parte inferiore del viso e del collo, ma anche nel caso in cui si volesse ottenere un contorno mandibolare definito e rialzato”.
“E nessun dolore?”
“No, anche perché viene utilizzato un leggero anestetico locale. Si potrebbe avvertire solo un leggero fastidio, nulla di più”.
“Quali i costi, e quale la durata di questo intervento?”
“I primi possono variare molto dal tipo di filo utilizzato. Ad esempio, costi particolarmente bassi, sotto ai 400 euro, sono possibili solo con fili di scarsa qualità e altrettanto scarso risultato. I fili di sospensione di buona qualità e lunga durata possono costare dai 1000 ai 2000. euro. Il vantaggio è che questi ultimi si riassorbono in circa diciotto mesi, ma anche dopo questo lasso di tempo, lasciano una traccia di collagene di reazione, per cui esiste un effetto di permanenza particolarmente positivo. In ogni caso, penso sia meglio inserire i fili ogni due anni, che non fare un lifting radicale dopo dieci anni”.
Dottor Merlin, parliamo ora di una parte del viso che, più di altre, potrebbe causare insicurezze e insoddisfazioni a livello estetico: il naso: troppo lungo, troppo corto, troppo largo o con piccole o evidenti gibbosità. Qual è, secondo il suo giudizio, il naso perfetto, ammesso che esista?”
“Il naso perfetto è, senza ombra di dubbio, quello in armonia con il resto del viso”.
“La tecnica del rinofiller è un sostituto della rinoplastica?”
“Assolutamente no, se unito al disagio estetico, si associa un problema funzionale della deviazione del setto nasale dove l’intervento chirurgico rappresenta l’unica possibile soluzione”.
“E allora, in quali casi possiamo ricorrere al rinofiller?”
“Il rinofiller è un trattamento assolutamente non invasivo indicato per modellare la forma del naso con l’utilizzo di acido jaluronico. Il suo obiettivo è quello di raggiungere armonia e naturalezza senza stravolgere la fisionomia. E’ indicato per le persone che presentano lievi difetti come, ad esempio, gibbo poco pronunciato, una punta che tende verso il basso, una radice nasale profonda. Con il rinofiller si può addolcire o eliminare una gobba nasale o rendere più gradevole l’angolo naso labiale o, ancora, correggere un naso “a sella”.
“La procedura è indolore?”
“Sì, anche in questo caso, si utilizza una crema anestetica che elimina i fastidi di un certo spessore. E poi, gli aghi utilizzati sono sottilissimi. Alla fine, i lievi arrossamenti ed il leggero gonfiore, svaniscono nell’arco di poche ore”.
“Naturalmente, il rinofiller non dura tutta la vita…”
“Certamente. Non si tratta di un filler permanente, ma riassorbibile in un lasso di tempo variabile da 6 a 9 mesi. In ogni caso, si tratta di un intervento tra i più sicuri in medicina estetica e che dona al volto un’evidente riduzione dei difetti citati”.
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