CARLO PATRIGNANIDI CARLO PATRIGNANI

L’allarme è partito, nei giorni scorsi, da Massimo D’Alema: bisogna vigilare sul voto all’estero, anche perché il meccanismo si presta a manipolazioni e brogli […] Da ex ministro degli Esteri spero che tutti i diplomatici italiani ricordino di essere al servizio dello Stato e non del governo.

Ora sono alcuni tra i maggiori esponenti dei Comitati del No, il giurista Guido Calvi, i costituzionalisti Alessandro Pace e Gustavo Zagrebelsky, lo storico Gian Giacomo Migone, i politici Alfiero Grandi e Vincenzo Vita a rilanciare, in una nota congiunta del Comitato per il No e del Comitato Nazionale Scelgo No, l’allarme: occorrerà essere attenti e vigili sulla correttezza della prova referendaria ed impedire che siano violati i principi di eguaglianza tra tutti i comitati partecipanti all’impegno del voto.

Due allarmi, dunque, sulla corretteza del voto referendario e sul rischio di brogli elettorali, generati dalla lettera del Premier, Matteo Renzi agli italiani all’estero – si tratta di 4 milioni e 870 mila connazionali – un atto di straordinaria gravità, un’ingerenza idebita nel voto dei cittadini, affermano i due Comitati del No e dal tour elettorale di esponenti di primo del Governo, Luca Lotti e Maria Elena Boschi, nel Regno Unito e in America Latina per fare propaganda al.

La lettera agli italiani residenti all’estero che il presidente del Consiglio ha annunciato di voler inviare per chiedere il voto Sì alla revisione della Costituzione è un atto di straordinaria gravità – si legge nella congiunta – Il protagonismo e l’attività del presidente del Consiglio e di esponenti del governo sono un’ingerenza indebita dell’esecutivo nel voto dei cittadini.

Il pool di giuristi, costituzionalisti, storici, ex-parlamentari rammentano nella nota che: Calamandrei, quando si votò e si approvò la Costituzione, il 22 dicembre 1947, chiese che il governo uscisse dall’aula per allontanare ogni possibile influenza su un atto che era esclusivamente del Parlamento. Non è noto chi abbia fornito al presidente del Consiglio nomi e indirizzi dei cittadini residenti all’estero e a quale titolo il presidente del Consiglio si arroghi il potere di inviare una lettera di propaganda. Né è noto – si precisa nella nota – da quale fonte giunga il finanziamento per tale iniziativa. Su tutto ciò dovrà essere fatta luce e si dovrà verificare la legittimità della condotta di chi ha promosso e gestito l’iniziativa.

E, amaramente, la nota congiunta dei due Comitati del No così si chiude: qualora il governo non dia garanzia che insieme alla lettera del presidente del Consiglio siano inviate anche lettere degli altri comitati, e qualora non vi siano adeguati chiarimenti, sarà necessario prendere iniziative presso tutte le istituzioni competenti perché non permangano ombre su un momento così importante per il futuro democratico del nostro Paese.