DI VIRGINIA MURRU
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A Luxor, un gruppo di archeologi egizio- spagnoli in missione congiunta (Direttore della spedizione Myriam Seco Alvaro), ha rinvenuto un sarcofago che contiene una mummia in ottimo stato di conservazione. Secondo i primi rilevamenti, risalirebbe ad un periodo compreso tra il 1075 e il 664 a.C.  (tra la XXI e la XXVI dinastia). La mummia era stata riposta con cura all’interno della tomba, avvolta in bende di lino, dopo avere eseguito tutti quei processi e rituali atti a conservarne nel tempo l’integrità. Si trovava nei pressi di un tempio dell’era di re Thutmosis III, i resti si ritiene appartengano ad un nobile che corrisponderebbe al nome di Amenrenef. Secondo la datazione indicata dagli archeologi, la mummia avrebbe più di 3000 anni..
Il nobile era considerato importante, dunque, se si era deciso di seppellirlo vicino ad un tempio dell’epoca del faraone Thutmosis III (1481-1425a.C.), noto per essere stato un grande re guerriero, appartenente alla diciottesima dinastia, che si rese artefice dell’edificazione di 50 templi e numerose tombe destinate alla nobiltà della Casa Reale.
Il Capo Dipartimento al Ministero delle Antichità egiziano, Mahmoud Afifi, ha confermato le ottime condizioni della mummia, precisa che il sarcofago è stato rinvenuto presso il muro di recinzione meridionale del ‘Tempio dei milioni di anni’. La zona del rinvenimento è  a circa 700 km a sud del Cairo, nella riva ovest di Luxor, abbastanza prossima al Tempio, uno dei siti di riferimento per le scoperte archeologiche, di grande importanza per gli egittologi. Basti pensare che nei dintorni vi sono i siti della Valle dei Re e delle Regine.
Il sarcofago presenta ancora tutta la luce dei suoi dipinti, Amenrenef sarebbe stato un nobile al servizio della Casa Reale. Luxor è una città situata sulla riva orientale del Nilo, dove un tempo sorgeva Tebe, capitale all’epoca del Medio Regno.
La mummia di Amenrenef segue solo di qualche mese un’altra sensazionale scoperta ad opera di un team di archeologi americani, si tratta del sarcofago in quarzite rosa, particolare nella struttura e ultra pesante, dato il materiale: il peso si aggira intorno alle 60 tonnellate. E’ stato trovato recentemente sulle sabbie della città di Abydos, circa 150 km a nord di Luxor.
Anche questa scoperta è stata di estremo interesse per gli archeologi, poiché il sarcofago, con le informazioni che trasmette, aiuta a ricostruire la storia della straordinaria civiltà egizia, lunga oltre 5 millenni. L’epoca in cui è stato scolpito il sarcofago in quarzite, è uno dei più oscuri e controversi della storia egiziana, la dinastia di Abydos presenta ancora molti punti in ombra, regnarono nel Secondo Periodo Intermedio, il secolo che va dalla metà del 1600 alla metà del 1500 a.C.
Dell’area, chiamata anche ‘Montagna di Anubis’, si è occupata a lungo l’Università americana della Pensylvania.
Recente è anche la ‘riscoperta’ del contenuto di un mini sarcofago, rinvenuto dagli archeologi nel 1907, realizzato con legno di cedro, trovato non proprio in buono stato. Il piccolo reperto era stato poi portato al Museo di Cambridge.
All’interno c’era un piccolo involto scuro, e si pensò che contenesse organi interni, asportati dal corpo in seguito alla procedura dell’imbalsamazione. Sono state in seguito eseguite anche diverse radiografie, ma non hanno messo in rilievo risultati particolari. Il vero contenuto del piccolo sarcofago, però è venuto alla luce qualche mese fa, attraverso una microtomografia ai raggi X, che ha rivelato la vera ‘identità’ del contenuto del sarcofago: si tratta di un feto, evidentemente ‘nato’ molto prematuramente, secondo le analisi, il viaggio verso la vita si era interrotto infatti dopo 20 settimane di gestazione.