DI CRISTINA PILOTO
CRISTINA PILOTO
La carenza di acqua negli alimenti è una strategia commerciale per garantire una migliore e più duratura conservabilità. Ma quali sono le conseguenze della scarsità di questo prezioso elemento nei cibi?
Come afferma il prof. Pierluigi Rossi, medico specialista in scienza dell’alimentazione, l’acqua biologica contenuta negli alimenti ha un ruolo primario nel determinare il senso della sazietà in ogni pasto. Più un pasto è ricco di acqua biologica e più si riesce a ridurre l’apporto energetico, a controllare il peso corporeo. Un alimento più è ricco in acqua e più crea sazietà. Il cibo naturale, ovvero l’alimento che la natura offre senza aver subito nessuna manipolazione (cereali integrali, legumi, verdura, frutta..), contiene più acqua del prodotto alimentare. Al contrario il prodotto alimentare commerciale (prodotti da forno, insaccati, biscotti, merendine..) è decisamente più povero di acqua.
La riduzione dell’acqua nell’alimento stimola l’appetibilità e riduce la sazietà. E’ un procedimento sicuramente funzionale all’industria e al commercio alimentare, ma non è favorevole alla nostra salute umana.
Si finisce per mangiare spesso porzioni elevate di alimenti lavorati prima di sentirsi sazi. Chi è vorace e mangia cibi con basso livello di acqua e di capacità di stimolare la sazietà, finisce per ingerire dosi elevati di acidi grassi saturi, colesterolo, eccesso di energia… con il risultato di accumulare grasso corporeo.
Occorre realizzare invece un’ alimentazione giornaliera con alimenti con alto contenuto in acqua biologica, per stimolare il senso della sazietà e controllare così l’apporto energetico giornaliero. L’acqua biologica contenuta negli alimenti non fornisce alcuna energia, ma svolge un ruolo primario nello sviluppare la sazietà, cioè la stimolazione a terminare il pasto.
Bisogna scegliere quindi cibo naturale e ridurre i prodotti alimentari manipolati, per esempio: i cereali integrali, i legumi, messi in ammollo prima del loro consumo, possiedono un netto volume di acqua biologica e determinano un maggiore senso di sazietà.
Iniziare ogni pasto con una porzione di verdura cruda mista fresca oppure cotta, ma sempre rigorosamente di stagione, crea un netto senso di sazietà che limita l’apporto energetico del pasto; la verdura ha un alto contenuto di acqua al suo interno e quindi ha un elevato senso di sazietà che frena il successivo consumo di alimenti nel pasto.
È consigliato inoltre ridurre le verdure in piccole porzioni per favorire la loro digestione gastrica, cioè per ridurre la loro permanenza all’interno dello stomaco.
È necessario rivalutare le preparazioni gastronomiche tipiche di ogni regione italiana, caratterizzate da alimenti cotti in acqua, come ZUPPE, MINESTRE, MINESTRONI, PASSATI di VERDURE perché sono alimenti liquidi caldi, molto ben idratati.
Il problema è che le persone spesso mangiano sempre più prodotti alimentari e sempre meno cibo naturale. Questa modifica incide in modo netto sulla salute metabolica e sul peso corporeo. I prodotti alimentari in commercio sono “costruiti” per stimolare la loro vendita attraverso una creazione artificiale di appetibilità. In particolare negli alimenti diretti all’infanzia.
Molti studi clinici hanno dimostrato che l’aggiunta di cibi, con un alto contenuto di acqua, nell’alimentazione quotidiana, è associato ad una notevole perdita di massa grassa corporea.
In conclusione, incoraggiare il consumo di alimenti naturali, riccamente idratati, e limitare invece i prodotti alimentari manipolati, che hanno perso quasi o completamente il loro contenuto in acqua biologica, non solo migliora la qualità della dieta ma favorisce anche il processo di dimagrimento.
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