DI LUCA SOLDI

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C’è un documento, ormai pubblico, che denuncia un nuovo incredibile attacco a Papa Francesco. A farlo quattro porporati emeriti che chiedono al Papa di chiarire alcuni dubbi riguardanti l’interpretazione dell’esortazione post-sinodale Amoris laetitia sul matrimonio e la famiglia. In realtà la richiesta di chiarimento denuncia la contrarietà nei confronti del Papa per le aperture nei confronti dei cattolici che si “macchiano” della “colpa” di separarsi e poi ricostruire una nuova famiglia. Le accuse arrivano dai cardinali Walter Brandmüller, già presidente del Pontificio comitato di scienze storiche; Raymond L. Burke, patrono del Sovrano Militare Ordine di Malta, e gli arcivescovi emeriti Carlo Caffarra (Bologna) e Joachim Meisner (Colonia).
I quattro fanno parte del gruppo dei tredici che, un anno fa, all’inizio della seconda sessione del Sinodo, consegnarono a Francesco un’altra famosa lettera che molti interpretarono come lettera contro il Papa.
Più cauti i quattro scrivono oggi: “Vogliamo sperare che nessuno ci giudichi, ingiustamente, avversari del Santo Padre e gente priva di misericordia. Ciò che abbiamo fatto e stiamo facendo nasce dalla profonda affezione collegiale che ci unisce al Papa, e dall’appassionata preoccupazione per il bene dei fedeli”. La sostanza però in sostanza è una messa in accusa del ragionamento di Papa Bergoglio.
I cardinali affermano di aver constatato “un grave smarrimento di molti fedeli e una grande confusione in merito a questioni assai importanti per la vita della Chiesa. Abbiamo notato che anche all’interno del collegio episcopale si danno interpretazioni contrastanti del capitolo ottavo di Amoris laetitia. La grande Tradizione della Chiesa ci insegna che la via d’uscita da situazioni come questa è il ricorso al Santo Padre, chiedendo alla Sede Apostolica di risolvere quei dubbi che sono la causa di smarrimento e confusione”.
I prelati denunzierebbero che a seguito della pubblicazione della Amoris laetitia, “sono state proposte da parte di teologi e studiosi interpretazioni non solo divergenti, ma anche contrastanti, soprattutto in merito al cap. VIII. Sono i fedeli a chiedere che venga fornita una corretta interpretazione”.
Il documento esprime forti dubbi che riguardano sia la tanto discussa questione della comunione ai divorziati risposati, e soprattutto, “il valore delle norme morali in rapporto alla concezione della vita cristiana”. Nel documento si chiede in particolare se, stando a quanto affermato in Amoris laetitia, sia divenuto ora possibile concedere l’assoluzione nel sacramento della penitenza e quindi ammettere all’eucaristia una persona che, essendo legata da vincolo matrimoniale valido, convive more uxorio con un’altra, senza che siano adempiute le condizioni previste da Familiaris consortio.
La vicenda ancora una volta denuncia quanto il cammino di Francesco disturbi quel mondo della chiesa legato indissolubilmente alla tradizione più fondamentalista della religione cattolica. Naturale che la loro sia una posizione fuori dal tempo, ecco perché viene da denunciare che lo smarrimento, la confusione, riteniamo sia solo per questo attacco alla parola del Papa ed a una dottrina che ha da sempre una profonda vicinanza per tutto quello che viene vissuto con profonda intimità e amore.