DI ALBERTO BENZONI
ALBERTO BENZONI
Per vincere, il nostro Matteo è pronto ad attaccarsi a qualsiasi cosa ( meno a quella cui state magari pensando in questo preciso momento…). Prima si è attaccato a sè stesso: alle mirabilie compiute dal suo governo, al cambiamento che incarnava e che avrebbe incarnato in futuro, con il concorso essenziale non solo e non tanto della riforma costituzionale ma anche, e soprattutto dell’Italikum, che avrebbe consentito agli italiani di sapere, la sera stessa delle elezioni, che lui aveva vinto, lasciando a lui di provvedere a tutto il resto.
Poi, però chi di dovere ( a partire dal presidente emerito) gli ha aftto capire che non era il caso: che il bilancio del suo governo non era poi questa grande cosa, che era meglio non personalizzare troppo e soprattutto che l’Italikum avrebbe potuto regalare la maggioranza al M5S. Meglio, allora, mettersi sotto la protezione dell’Europa, dei mercati all’insegna, non del movimento, madella stabilità.
Poi però il Nostro si è accorto che attaccarsi all’Europa o ai mercati non gli conveniva poi tanto; tanto più in quanto il garante supremo della stabilità, leggi l’America si era, essa stessa, attaccata ad uno che più instabile non si può, leggi Trump. E allora si è attaccato a Trump.
Così saremo subissati, nei prossimi giorni, dall’appello più ignobile che ci sia: l’appello alla paura: chi vota no vota Trump, pardon vota Grillo, aprendo la strada del potere ai fascisti ( vesrione a uso e consumo dei più cretini) o a dei bambocci inesperti manovrati dalla Spectre.
A questo punto, però, i casi sono due. O non credete a questa rappresentazione vergognosamente caricaturale e allora potete votare o sì o no, senza tener conto dell’ultimo trucco propagandistico di quelli del sì. O ci credete: ma allora, credetemi, dovreste votare no. Perchè votare no porterà alla reintroduzione del sistema proporzionale, tra l’altro sostenuto da Grillo, l’unico sistema che non garantisce la maggioranza dei seggi al M5S; se non all’interno di una normale coalizione. E perchè votare no significa ritornare alla normalità democratica, al ruolo del presidente della Repubblica, dei partiti, delle istituzioni; l’unico vero ostacolo a qualsiasi avventura; mentre la vittoria del sì aprirebbe con assoluta certezza la strada alla vittoria del M5S alle prossime elezioni.