DI TONI CAPUOZZO

TONI CAPUOZZO
Ha vinto Trump, e con questo bisogna fare i conti. Leggo le biografie del suo staff, per capirci qualcosa di più, e le sue prime interviste. Molto incentrate sulla politica interna. Dobbiamo essere spaventati dall’amputazione dell’Obamacare ? Per quel che so era stato un tentativo di fare della sanità americana qualcosa di meno privato, di meno privilegiato (tredici milioni hanno avuto, grazie ai sussidi, un’assicurazione sanitaria, ma molti che già l’avevano hanno subito rincari. Risultato: il 56% degli americani non ama la riforma). Ho sempre considerato la sanità italiana – pur con tutti i guasti che appartengono al file giornalistico della malasanità – qualcosa di cui andare fieri. Per quel che conosco l’America ho sempre pensato che qualcosa del genere non appartenesse alla cultura di quel paese, dove l’idea stessa di Stato è molto diversa dalla nostra: loro amano la bandiera, amano la libera impresa, e vedono lo Stato come qualcosa di ingombrante. Noi sdegniamo la parola patria, tartassiamo le partite IVA, e ci accomodiamo nel ventre molle del pubblico impiego, delle sovvenzioni, dello Stato. Caccerà i clandestini, Trump ? Non so come si possano cacciare tre milioni di persone, forse bisognerà chiedere a Obama, che ha deportato negli anni della sua presidenza 2 milioni e quattrocentomila persone ( dal 2009 al 2014, con anno record il 2013, 435.000 deportazioni: i numeri sono fastidiosi, ma meglio dei sondaggi). Quanto al muro, andrà ricordato che la barriera al confine con il Messico già esistente è stata fatta costruire da Bill Clinton nel ’94, o no ? E se Trump andasse più in là dei numeri di Obama, deportando i tre milioni con precedenti penali sugli 11 milioni di “sans papier” cosa potremmo contrapporgli, la via italiana ? Noi siamo il contrario: nessuno è clandestino, in Italia si entra, se si accetta di pagare e rischiare la traversata delle acque territoriali libiche, e si resta. Compreso chi commette reati (qualche fondamentalista espulso non muta la tendenza). Se pensi che l’accoglienza è senza limiti, va bene. Se pensi che debba esistere un tetto che protegga la dignità degli accoglienti e degli accolti, è una via fallimentare. E il muro con il Messico ? Ma perché, la Gran Bretagna che costruisce a sue spese un muro a Calais ? E gli austriaci, gli sloveni, i tedeschi di Baviera ? E’ l’onda populista e fascista o solo l’amara realtà che mostra come, quando l’insicurezza è un sentimento diffuso, i muri non appaiono così disprezzabili ? Il Papa ha il diritto e il dovere di predicare contro i muri, ma la cronaca dimostra che l’odioso muro d’Israele ha azzerato gli attentati suicidi, ha funzionato. Quando io ero bambino si stava a porte aperte, adesso vanno le porte blindate: preferivo il prima –ho sempre amato le case americane senza rete di recinzione, ma lì se entri in casa d’altri rischi che ti sparino – ma il dopo ha qualche spiegazione. Quest’anno, dati di ottobre, in Italia sono giunti 150mila migranti. Quanti ne ha accolti l’Europa ? Dati Onu dicono che in Libia ci sono 360mila persone pronte a partire, ed è ovvio che la macchina dell’accoglienza moltiplica da sé le partenze da paesi che solo di rado sono in guerra. Mi hanno fatto tenerezza due delle 12 migranti respinte da Gorino, intervistate da Terra! Una fuggiva da un matrimonio finito male. L’altra vuole diventare una star. Umano, adolescenziale, come ogni diritto a sognare, ma non è così che va il mondo, non è X Factor e neanche una Casa delle donne planetaria.