DI MIRKO EMILI

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Non bastava il “caso” Messi in Argentina, ora ci mette anche Lavezzi. E no, non si tratta di essere leader o non leader come il centravanti blaugrana, si tratta di aver fatto uso di marijuana. L’ex Napoli infatti, è stato accusato, attraverso un tweet (una volta si scrivevano articoli…ah, questo giornalismo 2.0) dal giornalista Gabriel Anello, conduttore di un programma sportivo su radio Super Mitre Deportivo. Prima del match contro la Colombia il giornalista ha tweettato: “Lavezzi non sarà nemmeno in panchina a causa della canna che si è fumato stanotte? E’ una domanda… solo una domanda”. Il pocho, ora in forza all’Hebei China Fortune con un ingaggio vicino ai 15 milioni di euro l’anno, reduce da un infortunio al ginocchio che lo ha tenuto lontano dai campi per 5 mesi, ha replicato a sua volta con un tweet: “Comunico che avanzerò un’azione legale contro il signor Gabriel Anello per le sue dichiarazioni che hanno generato un danno a me e alla mia famiglia”

MESSI FINALMENTE LEADER – L’accusa che da sempre viene mossa al numero 10 dell’Argentina è la seguente: “non è un leader vero, non sarà mai come Maradona”. Vero. La storia parla chiaro: Maradona trascinava l’albiceleste da solo o quasi. Messi, invece, nonostante abbia molti campioni al suo fianco non riesce a fare la differenza. Colpe? Nessuna. Anzi, forse una: sente troppo il paragone con il Pibe, il calciatore più forte della storia del calcio. Maradona ci ha sempre messo del suo però per non alleggerirgli la situazione dichiarando più volte: “Su Messi continuo a pensare la stessa cosa che ho detto a Pelèma non voglio che appaia come una critica, non è così. Al ragazzo chiedono di fare il leader e i leader si fanno da soli. – ha affermato più volte Maradona – Nessuno arma un leader, i leader non si pensano, non puoi creare un leader perché serve a qualcuno”. Ieri sera Messi, invece, ha fatto forse per la prima volta un discorso da leader vero, difendendo il suo compagno di squadra davanti a tutti.

IL DISCORSO – Messi al termine della partita contro la Colombia (vinta per 3-0 con una sua doppietta) ha portato tutti i giocatori dell’Argentina – 26 in tutto – dietro al tavolo della conferenza stampa, ha preso il microfono ed ha cominciato a parlare: “Buonanotte a tutti, preferiamo parlare in questa maniera piuttosto che fare un freddo comunicato. Come già sapete, perché qui si viene a sapere subito tutto, abbiamo deciso di non parlare più con la stampa. Abbiamo ricevuto molte accuse in questi giorni, c’è stata una generale mancanza di rispetto e non abbiamo mai detto niente. Però adesso non abbiamo più scelta. L’accusa fatta al Pocho è muy grave, e non possiamo far credere questo alla gente, non possiamo passarci sopra. Accettiamo le critiche anche più dure quando si perde e quando le cose non vanno però questo no, non possiamo accettarlo. No hablamos mas con la prensa. Molte grazie e buonanotte”. Che dire: voto 10+…finalmente un Messi leader.

PROBLEMI MONDIALI – Nonostante la vittoria di ieri sera, il mondiale di Russia 2018 resta lontano. L’Argentina è infatti al quinto posto con 19 punti e rimane alle spalle di Brasile, Uruguay, Ecuador e Cile. Le prime quattro del girone si qualificano direttamente, mentre per la quinta è in programma lo spareggio contro una squadra dell’Oceania. E con un gioco che continua a latitare, nulla è scontato.