DI GIACOMO MEINGATI

GIACOMO MEINGATI

L’interpretazione magica di Giallini sembra riuscire a oscurare anche le polemiche di queste ore sulla serie che lo vede interpretare Rocco Schiavone, personaggio principale dal quale la serie stessa prende il nome. Giallini sembra camminare a un metro da terra, sembra volare col suo charme e l’eleganza con cui sta riuscendo a mettere in luce ancora di più l’irriverenza del personaggio, sfoggiando un magnetismo che solo il duro lavoro e l’esperienza di vita e di strada riescono a regalarti. Ma per l’attore romano, il cammino per raggiungere questi livelli è stato lungo e costruito con un lavoro durato interi decenni di costante perfezionamento. D’altronde basta vedere l’interpretazione del Terribile nella serie tv “Romanzo criminale” per capire due cose di Marco Giallini, la prima: ha costruito il suo mestiere sulla roccia di anni e anni di teatro e cinema, e la seconda: è uno che le strade della sua città, Roma, le ha assaggiate e respirate fino in fondo e per davvero. Marco Giallini viene da una famiglia di operai, la madre era una casalinga e il padre, ogni volta che il lavoro nelle fornaci di mattoni glielo permetteva, lo portava sulla canna della bicicletta a vedere i set di cinema, trasmettendogli così la passione per l’arte del grande schermo. Giallini, in varie interviste. afferma che nella sua testa di ventenne, sin dalla Scuola d’Arte a Roma in cui si è formato come attore, era chiaro che avrebbe lavorato nel mondo dell’arte, obbiettivo che ha sudato e raggiunto alternando i sempre più numerosi ruoli degli inizi con lavori come l’imbianchino o trasportando bibite per Roma, svegliandosi alle 5 del mattino, con un piccolo camion. Giallini non ama vantare di essersi “fatto da sé”, rivela in un’ intervista a La7, in cui scherza dicendo che la sente una cosa “da attore americano”, e forse non ama vantarsene proprio perché lo ha fatto davvero. Dopo la Scuola d’Arte a Roma, iniziano gli anni dell’esperienza a teatro con alcuni grandi registi come Arnoldo Foà, Ennio Coltorti e Angelo Orlando. E’ sui parquet dei teatri italiani che Giallini costruisce spettacolo dopo spettacolo il mestiere del recitare che poi riporterà nelle esperienze cinematografiche, che iniziano nel 1995, quando debutta con una piccola parte nel film “L’anno prossimo vado a letto alle dieci”, diretto da Angelo Orlando. Giallini si costruisce una credibilità anche sul grande schermo inanellando interpretazioni solide e convincenti in film come “L’odore della notte”, di Claudio Caligari, “Almost Blue”, di Alex Infascelli, “L’ultimo capodanno”, di Marco Risi, “Tre punto sei”, di Nicola Rondolino, “Barbara”, di Angelo Orlando, e “Non ti muovere”, di Sergio Castellitto. Forse per un riconoscimento ancora più ampio e condiviso da un pubblico ancora più vasto bisognerà aspettare il periodo dal 2008 al 2010, in cui interpreta Il Terribile nella serie tv “Romanzo criminale – La serie”, ruolo che lo lancerà definitivamente nell’Olimpo dei grandi volti del cinema nostrano, e lo farà entrare nell’immaginario collettivo degli italiani. Nel 2009 ha interpretato il ruolo di Renzo Perugini, capo della Squadra Antimostro, in “Il mostro di Firenze”. Ha partecipato al film di Carlo Verdone “Io, loro e Lara” uscito nel 2010. Nel 2009-2010 partecipa alla fortunata serie tv poliziesca “La nuova squadra”, nel ruolo del Vicequestore Andrea Lopez. Nel 2010 è tra i protagonisti del film di Sergio Castellitto “La bellezza del somaro”. Nel 2011 compare in “Tutti al mare”, film di esordio di Matteo Cerami. Nel 2012 interpreta il ruolo di un poliziotto in “ACAB – All Cops Are Bastards”, per la regia di Stefano Sollima, ed è tra i protagonisti del nuovo film di Carlo Verdone “Posti in piedi in paradiso”, ruoli, questi ultimi, che gli varranno il Nastro d’argento al migliore attore non protagonista. Nel 2013 prende parte al film “Tutti contro tutti” diretto da Rolando Ravello e interpretato dallo stesso regista e da Kasia Smutniak. Sempre nel 2013 interpreta il ruolo di un nonno rock nel film interpretato e diretto da Edoardo Leo, “Buongiorno papà”, con Raoul Bova e Rosabell Laurenti Sellers. Nel 2015 arriva la collaborazione al film “Se Dio vuole” con Alessandro Gassman e a “Loro chi?” con Edoardo Leo. Giallini vive a Fonte Nuova (Tor Lupara). Si è sposato nel 1993 e da sua moglie Loredana ha avuto due figli, Rocco e Diego. Purtroppo nel 2011 rimane vedevo in seguito alla morte della moglie per un’emorragia cerebrale. In una recente intervista ha dichiarato che sono ancora molti i ruoli che non ha mai avuto la possibilità di interpretare in cui vorrebbe cimentarsi, come quello di un prete di periferia, anelito ispirato da una sua amicizia con un sacerdote, morto a 40 anni, che lavorava con i ragazzi delle borgate romane con la boxe, al quale Giallini era molto legato.