DI VANNI CAPOCCIA
VANNI CAPOCCIA
Dopo aver cercato e ricevuto il sostegno delle caste italiane, europee e del presidente americano uscente Obama ora Renzi fa l’anticasta, e invita a votare sì alla riforma costituzionale perché così si ridurrà il numero dei politici e “Manderemo a casa la maggior parte dei senatori” .
Mi pare avventato che il presidente del consiglio e leader di un partito faccia suo uno degli argomenti più beceri dell’antipolitica, dimenticando che la politica è figlia della polis e madre della democrazia, che politica e democrazia vivono l’una dell’altra. Così come da parte del Pd che ha scelto l’aggettivo democratico per qualificarsi verso gli elettori è azzardato scegliere di far leva sugli impulsi antipolitici ed incontrollati dei votanti dotati di meno senso critico.
Ma che il Pd di Renzi usi questi temi cari al populismo non deve meravigliare. Il populismo è una forma di governo che non sopporta le mediazioni parlamentari, fa di tutto per scavalcarle tendendo come vuole la riforma costituzionale a rafforzare l’esecutivo ed il suo leader favorendo un nesso immediato tra lui e le folle. Un rapporto diretto che si nutre di sentimenti viscerali e pregiudizi qualunquistici come quelli alimentati in questa campagna referendaria dal presidente del consiglio.