CRISTINA PILOTO
CRISTINA PILOTO
Il tumore al pancreas è una patologia sempre più diffusa, complici un’alimentazione sbagliata ed uno stile di vita non corretto (fumo, poca attività fisica). Nel 2016 in Italia sono previste 13.500 nuove diagnosi di tumore del pancreas, rispetto alle 11 mila del 2011: un aumento del 18% in 5 anni.
L’obesità aumenta il rischio del 12%, avvertono gli esperti dell’Aiom, l’Associazione italiana di oncologia medica, in vista della terza giornata mondiale sul tumore al pancreas (17 novembre). Per l’occasione in tutta la Penisola sarà distribuito l’opuscolo del progetto Cooking Comfort Care, con speciali ricette dedicate a pazienti e familiari. Seguire una sana alimentazione infatti, è una delle principali regole che dovrebbe rispettare una persona in cura per un tumore, e come prevenzione dovrebbe farlo ovviamente chiunque.
Nausea, vomito, diarrea e rifiuto del cibo sono disturbi frequenti provocati dalla neoplasia o dalle terapie per la cura del carcinoma pancreatico. Assumere i giusti nutrienti, riuscire a gestire la perdita di appetito e possibili problemi di digestione, sono alcune delle sfide che il malato si trova a dover affrontare tutti i giorni. Non è sempre facile, quindi, riuscire ad avere una dieta corretta.
Medici e cuochi si sono uniti per il progetto Cooking, Comfort, Care con l’obiettivo di creare una nuova alimentazione a misura di paziente: semplice ma gustosa, rispettosa delle esigenze del malato ma anche adatta al resto della famiglia. Un team composto da chef e medici oncologi dell’AIOM ha elaborato una serie di speciali ricette utili per i pazienti con neoplasia del pancreas.
Mangiare in modo adeguato riduce sicuramente le tossicità provocate dalla chemio o dalla radioterapia, rinforza le difese dell’organismo e previene le complicanze post operatorie.
Che il nostro stile alimentare promuova l’insorgenza di forme tumorali (non solo quello al pancreas) è provato da numerosi studi: troppi zuccheri, troppa carne, troppi cibi industrialmente raffinati aumentano il rischio di ammalarci, mentre cereali integrali e verdure ci proteggono. I meccanismi con cui sovrappeso e sedentarietà aumentano il rischio di cancro, oltre che di malattie di cuore e di diabete, sono abbastanza ben conosciuti. Un eccesso di grasso depositato nell’addome determina, con meccanismi complessi, livelli più alti, nel sangue, di glucosio, di insulina, di fattori di crescita, di  fattori  dell’infiammazione  e,  nelle  donne,  di  ormoni  sessuali,  e  chi  ha  questi  fattori  alti, anche se ha una corporatura snella, si  ammala  e si riammala di più. Si tratta di fattori che con diversi  meccanismi stimolano la proliferazione cellulare; sono fattori indispensabili per la crescita dei bambini e per la riparazione di tessuti danneggiati da ferite o malattie, ma se sono in eccesso possono favorire la crescita dei tumori. E il livello di questi fattori dipende anche dalle nostre abitudini alimentari.  Chi mangia regolarmente latte, ad esempio, e chi ha una dieta ricca di proteine, ha più alti livelli nel sangue di IGF-1, uno dei più importanti fattori di crescita. Il latte, infatti, è un alimento per far crescere, e si sa che se mancano proteine nella dieta  i  bambini  non  crescono.  L’insulina  è  essa  stessa  un  fattore  di  crescita,  e  inoltre  promuove  una maggiore  disponibilità  di  altri  fattori  di  crescita  e,  nella  donna,  di  ormoni  sessuali.  Per  tener  bassa l’insulina è meglio mangiare poco, evitando soprattutto i cibi che fanno aumentare molto la glicemia (ad alto indice glicemico) e i cibi ricchi di grassi animali.
L’infiammazione è un meccanismo di difesa dell’organismo. Ma quando è un tumore a causare l’infiammazione, queste stesse sostanze finiscono per stimolare ulteriormente la proliferazione delle cellule tumorali. Le cellule tumorali che si formano nei nostri organi, o che si disseminano quando un tumore invade i vasi sanguigni o linfatici, sono come dei semi che germoglieranno e daranno origine a una pianta solo se si trovano  in  un  ambiente  favorevole,  nel  terreno  giusto,  ricco  del  nutrimento  indispensabile  alla  loro  crescita. Se invece il terreno è povero e arido, moriranno. Le nostre cellule inoltre hanno la capacità di suicidarsi quando sono alterate, e il suicidio sarà tanto più facile quanto più il nostro ambiente interno, il nostro terreno, renderà più difficile la loro sopravvivenza. Cosa possiamo fare quindi, in pratica, per aiutare le terapie oncologiche modificando il nostro ambiente interno?
-Tenere bassa la glicemia (evitare le farine raffinate, i dolciumi, le patate, il riso bianco, i fiocchi di mais, quantità eccessive di frutta zuccherina). Abituarsi progressivamente a gusti sempre meno dolci. Mangiare regolarmente cereali integrali, verdure di stagione, legumi, frutta secca e semi oleaginosi).
-Tenere bassa l’insulina (evitare, oltre agli alimenti ad alto indice glicemico, il latte, anche scremato, che fa aumentare l’insulina anche senza alzare la glicemia, e i cibi ad alto contenuto di grassi saturi (salumi, formaggi, carni rosse) che ostacolano il buon funzionamento dell’insulina.
-Tenere bassi i fattori di crescita (evitare il latte e i cibi ricchi in proteine animali, senza eccedere neanche con quelle vegetali).
-Tenere bassi i livelli di infiammazione . Limitare quindi i cibi animali, ad eccezione del pesce che può essere consumato fino a 2-3 volte alla settimana, lo zucchero e gli alimenti ad alto indice glicemico. Hanno azione anti-infiammatoria invece i cereali integrali e molti altri alimenti vegetali, in particolare quelli ricchi in grassi omega-3, come i semi di lino, la soia, le erbe selvatiche e inoltre le cipolle, le mele, e in generale le verdure, ad eccezione delle solanacee (pomodori, melanzane e in minor misura anche i peperoni).
-È prudente inoltre limitare il consumo di cibi ricchi in poliammine, sostanze indispensabili alla proliferazione cellulare, come molluschi bivalvi, arance, pomodori, melanzane, peperoni, banane, kiwi, frutti tropicali. Non ne contengono invece i frutti di bosco. La frutta è importante per la prevenzione (sempre senza esagerarne il consumo), ma non è detto che lo sia nel per chi si è ammalato.
In sintesi la raccomandazione da adottare, per prevenire e per coadiuvare la terapia antitumorale sia del pancreas che di altre forme di cancro, coincide con quella formulata dai ricercatori del Fondo Mondiale per la Ricerca sul Cancro che hanno valutato tutti gli studi scientifici sul rapporto fra dieta e tumori: basate la  dieta  quotidiana  prevalentemente  su  cibi  di  provenienza  vegetale  non  industrialmente raffinati, con un’ampia varietà di cereali integrali, legumi, verdure e frutta, magari con un’attenzione particolare a non esagerare con la frutta (F. Berrino, IRCCS, Istituto nazionale dei Tumori).