DI FLAVIA PERINA

flavia perina

Molti bellissimi post su Enzo Maiorca, che era davvero un grande personaggio, e forse si deve a lui quella subacquea da poveri degli anni ’70 e ’80, la subacquea dei ragazzi, con le mute e i ministen tenuti insieme col silicone e il fil di ferro, le bombole noleggiate lasciando la patente a garanzia, i gommoni scassati col fondo di legno che non si sapeva mai bene di chi erano, e il mare. Il mare casuale, quello prima del windsurf. Si dormiva nella sezione del partito a Ponza, che l’estate diventava un ostello. O anche nei capanni degli attrezzi di chi c’aveva la casa. E da Cmas in viale Angelico si incontrava gente che era sparita, e si scopriva che stata nelle isole Cook a fare apnea. E insomma, Maiorca è stato anche quella cosa lì: l’uomo che ha contagiato con la sua passione una generazione intera. Quando il Msi lo fece senatore, si fu una volta tanto orgogliosi. In quel piccolo mondo era una cosa rara.