DI DANILO MASOTTI

DANILO  MASOTTI

Ciao, non il bamboccetto di Italia90, “ciao” è inteso come saluto.
Ne approfitto per affrontare l’argomento più trendy che dominerà la scena bolognese della stagione autunno-inverno 2016: l’accensione degli autovelox in Viale Panzacchi e in Via Stalingrado.
Come se non bastassero le angherie subite dalle crudeli telecamere Sirio, Rita e dall’emergente Scout, dal 28 novembre nuovi occhi elettronici fotograferanno i birbanti che non rispetteranno le regole stradali ed è già scontro tra automobilisti e ciclisti, i nuovi Bolobene e Bolofeccia (scegliete voi chi sia l’uno o l’altro) che ogni giorno si offendono lungo le strade e i marciapiedi della città e i cui improperi continuano a vivere sui social network per ventiquattro ore su ventiquattro.
«E’ una vergogna! Perché non hanno messo un autovelox anche ai bordi della tangenziale delle biciclette?» chiede un automobilista abitudinario inferocito, costretto ogni giorno a percorrere i viali a passo d’uomo. Il rischio di beccarsi una multa negli orari di punta per lui è pressoché inesistente (idem in Via Stalingrado), ma ci tiene a fare della polemica. Vuoi mai che un giorno riesca a percorrere i viali a più di 40 km/h?
« Perché Via Stalingrado non è ancora stata dotata di una pista ciclabile che sarebbe utilissima? Ad esempio a me piacerebbe andare a trovare mio cugino alla Dozza senza rischiare di essere investito da un camion. Hanno fatto bene a mettere l’autovelox» scampanella uno dei tanti ciclisti che vivono questa problematica sempre più diffusa.
E poi si parla già del problema degli autovelox installati ad altezza uomo facilmente disattivabili con pennarellate e spruzzi di vernice spray. Alla bolognese. Il rischio che gli occhi di queste inflessibili telecamere vengano deturpati come un qualsiasi muro della Bolognina c’è e già si vocifera della necessità di installare delle telecamere supplementari che controllino che le telecamere degli autovelox non vengano imbrattate.
«Ma non sarebbe meglio lasciar perdere questa idea degli autovelox?» chiedono inascoltati alcuni membri del comitato NO ALL’AUTOVELOX, SI ALLA FUNIVIA DI SAN LUCA e la risposta che ricevono è «No, l’autovelox si deve fare. Da alcuni anni Bologna è diventata una città turistica e vogliamo che i visitatori della città possano portarsi a casa un tipico prodotto bolognese: la multa».
Autovelox volano del turismo? Il conto alla rovescia è iniziato. Staremo a vedere.