DI CHIARA FARIGU

CHIARA FARIGU

Se non è “impresentabile” per la magistratura che di fatto lo ha assolto per le accuse legate alla vicenda del Sea Park (il parco marino mai realizzato a Salerno) nel processo per il quale si attivò la Commissione Antimafia, lo è di certo per il linguaggio che utilizza, davvero poco consono per un uomo delle istituzioni. Ma il Governatore della Campania, è noto, è poco avvezzo al politically correct e da sempre sciorina, durante le interviste e le conferenze stampa, frasi ad affetto, quando non sono, a dir poco, del tutto shoccanti. E non è solo quel che dice. Ma il modo e il tono con cui lo dice. Spesso toccando il limite della decenza, altre, come l’ultima, oltrepassandola alla grande. Un regolamento di conti, il suo con la Bindi, che non conosce tregua. Ma che riaffiora ogni qualvolta si ripresenta l’occasione, più virulento di prima.
I fatti sono noti. La Bindi, Presidente della Commissione antimafia, incluse il suo nome nella famosa lista degli “impresentabili” poco prima delle Regionali del 2015. “Quello che fece la Bindi è stata una cosa infame, da ucciderla», ha sbottato ieri durante la trasmissione Matrix. “Ci abbiamo rimesso l’1,5%, il 2% di voti. Atti di delinquenza politica. E non c’entra niente la moralità, era tutto un attacco al governo Renzi”.
Continua ad avere il dente avvelenato De Luca nei confronti della sua “compagna” di partito che proprio non riesce a digerire, rea di “aver danneggiato in maniera pesante e consapevole il PD a 24 ore da un voto importante. Nei Paesi civili che si rispettano impresentabili sono coloro che hanno una condanna definitiva, e non quelli che stanno sullo stomaco a qualcuno”. “Infame ed eversiva” la definì allora. Da “ucciderla”, appunto, aggiunge oggi. Da intendersi metaforicamente, ci si augura.

Che dire ancora di colui che Crozza imita alla perfezione quando dispensa giudizi e apprezzamenti “coloriti” dei suoi compagni di partito e non? Nulla più. Le sue oscenità verbali tendenti all’intimidatorio quando non all’annientamento fisico non meritano alcun clamore. Solo silenzio. E dissociazione totale. Come sta avvenendo in queste ultime ore anche dai vertici del PD: “Si dia una calmata e chieda scusa”, e da molti esponenti della società come Don Ciotti che lo ha definito “una persona incompatibile con un’etica pubblica e arrogante al punto da offendere chi ha messo la sua competenza e passione civile e politica al servizio del Paese”. Non si scompone l’interessato che anzi annuncia una probabile querela verso la trasmissione televisiva per “violazione della privacy” (pare si trattasse di un fuori onda).
Che si sia trattato di “delinquenza giornalistica” o meno, massima solidarietà alla sig.ra Bindi

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