DI SALVATORE OCCHIUTO

SALVATORE OCCHIUTO

“Se avessi potuto mi sarei rintanata in casa”. Questa dichiarazione di Hillary Clinton simboleggia in estrema sintesi la cocente delusione per l’inatteso esito delle elezioni presidenziali statunitensi. Un’amara uscita di scena che conclude una carriera politica e decreta soprattutto l’impossibilità di conseguire un obiettivo coltivato da tempo. La telefonata di congratulazioni a Donald Trump deve essere stata certamente il gesto più sofferto della sua vita. Ancora peggio rispetto al perdono per il marito Bill, forse concesso in proiezione futura. Un gesto inevitabile perchè Hillary è consapevole che uno dei principi cardini della società americana consiste nell’accettare la sconfitta. Oltreoceano non sono davvero amati i perdenti che negano o rifiutano il risultano del campo o delle urne. Ad un gala di beneficienza, la prima apparizione ufficiale dopo il voto dell’8 novembre, Hillary ha auspicato che il nuovo Presidente unisca il paese e difenda i principi del convivenza civile. Ha anche incoraggiato tutte le donne a credere nelle proprie aspirazioni e a non rinunciare mai a sognare.